mercoledì 17 luglio 2013

Gangster Squad


Anno: 2013 - Nazionalità: USA - Genere: Noir/Action - Regia: Ruben Fleischer

Los Angeles, 1949. Alcuni poliziotti non corrotti decidono di riunirsi per sconfiggere il vero male della città degli angeli: l'impero di Mickey Cohen, un ex pugile che controlla qualsiasi cosa, dalla prostituzione, alla droga, alle scommesse – e lo fa con una violenza inusitata.




I sei poliziotti sono tutti outsider – un afroamericano, un latino, un cecchino cowboy vecchia scuola, un integerrimo ex combattente della seconda guerra mondiale, un bello e alla moda che corteggia la donna di Cohen, un nerd ante litteram mago dell'elettronica e delle intercettazioni. Nessuno di loro segue le regole, tutti hanno come unico scopo quello di liberare Los Angeles per assicurare ai posteri un futuro pulito.

Il film risente di un'infinità di echi da altri lungometraggi. Il primo che balza alla mente è L.A. Confidential, anche se il lavoro di Curtis Hanson aveva tutt'altro spessore. C'è una chiarissima e neppure troppo celata ripresa di Crazy, Stupid Love: in quella simpatica commedia romantica un Ryan Gosling alla moda incontrava in un locale Emma Stone e se ne innamorava perdutamente. In Gangster Squad avviene la stessa cosa, solo che con sessantaquattro anni di anticipo: sempre un Ryan Gosling estremamente ben vestito incontra una Emma Stone femme fatale in un locale notturno e se ne innamora senza riserve.
Ma, forse, il rimando più forte di Gangstar Squad è quello ai cinecomic. Perché Gangster Squad – per quanto si ispiri alla figura realmente esistita di Cohen - è un cinecomic, è l'antesignano di un cinecomic e racconta le origini di tutti i supereroi (Marvel e non) che di lì a poco sarebbero nati.



Sono due, in particolare, le graphic novel (e i rispettivi film) a cui Gangstar Squad si rifà: Sin City e Watchmen. Entrambi i film erano basati sul racconto in prima persona con voice over del protagonista, cosa che avviene anche in Gangster Squad con la narrazione over del protagonista John (Josh Brolin). Come in Watchmen, anche la squadra di poliziotti è una squadra di controllori, che deve rimanere nell'ombra per vigilare – senza seguire le regole – sulla sicurezza della città e sulle malefatte di Cohen. Come in Sin City, invece, si fa larghissimo uso di effetti visivi “da fumetto”: la fotografia, bellissima, lucida, ricorda le tavole dipinte di un fumetto, con quelle ombre più ombre del vero e i colori che sembrano vernice fresca; inoltre, c'è ampio uso dei movimenti di macchina e dei ralenti vorticosi all'improvviso accelerati (un po' come in 300). La volontà di rendere fotograficamente l'effetto dell'inchiostro a contatto con la carta – poi ritoccato digitalmente – è piuttosto evidente e rende il film, almeno a livello visivo, un noir molto affascinante.



Il ritmo è incalzante e non cede mai a momenti di stasi. Tutto il film è raggruppato attorno ad alcuni picchi – l'inseguimento con quelle che per noi sono auto d'epoca, l'evasione dal carcere, la sequenza di Chinatown - che alzano una tensione già piuttosto sostenuta. Potremmo accusare il film di aver creato troppi tipi statici e di non aver approfondito la psicologia dei personaggi: ma in una produzione del genere la cosa sarebbe andata a scapito dell'azione e del ritmo generali.

In fondo, ciò che ne risulta - e questo è l'importante - è un lungometraggio compatto e che non annoia, che attira e che dipinge i personaggi – pur nella loro estrema tipizzazione – nel modo giusto per permettere quell'identificazione totale ricreata solo dai film più classici.

12 commenti:

Babol ha detto...

Ben distante dai capolavori del genere ma divertente e simpatico, con interessanti echi alla Dick Tracy! Mi era piaciuto parecchio.

Veronica Mondelli ha detto...

Anche a me è piaciuto parecchio, mi sono divertita come una bambina a guardarlo!

GIOCHER ha detto...

Oltr a Dick Tracy,citato da Bolla e molto piu' saccheggiato sia visivamente che storiograficamente di Watchmen, hai tipo completamente dimenticato Gli Intoccabili...

Veronica Mondelli ha detto...

Non ho citato Gli Intoccabili perché l'istinto non me li ha fatti balzare agli occhi: nel mio ragionamento c'è un filo logico e dovevo seguire quello - il mio filo logico. O sarebbe stata la recensione di qualcun altro - di certo non la mia.

GIOCHER ha detto...

???? Va bene l'istinto.Ma la logica presupporrebbe che con un incipit di trama come tu stessa riporti,farsi venire in mente un capisaldo cinematografico che ha, ops, lo stesso identico punto d'inizio, sia quanto meno ovvio. No?

Veronica Mondelli ha detto...

Francamente, quando procedo con una analisi, scelgo una chiave di lettura e con quella cerco di portare avanti il mio ragionamento. Perché altrimenti dovrei scrivere un libro. Primo capitolo: le similitudini tra Gangster Squad e Gli Intoccabili. Secondo capitolo: LA Confidential: analogie e differenze. Terzo capitolo: Gangster Squad come Cinecomic. Poiché questo è stato un anno cinematografico molto "fumettoso" e poiché spesso guardo e parlo di cinecomic, ho preferito concentrarmi su tale aspetto. Ho sorvolato anche su LA Confidential e, anzi, rileggendo, credo che avrei potuto fare a meno di citare quel film, dato che non aggiunge nulla all'economia della mia recensione. Film sin troppo realistici, per la chiave di lettura che ho scelto, non sarebbero dovuti entrare nella mia recensione, solo per dare più compattezza al mio testo. Magari, un giorno, se rivedrò Gangster Squad potrò scriverne con occhi diversi e chiavi di lettura diverse.

GIOCHER ha detto...

Interessante la chiave di lettura 'fumettosa'.Anch'io,di fronte ad alcune pellicole, sono stato portato al medesimo incasellamento.Sebbene sia in accezione vagamente negativa,ma propedeutica ad un'ottica che tenda a piallarne i difetti in favore della visione tout court. Vedi Refn,per esempio.

Veronica Mondelli ha detto...

Sì, mi rendo conto che scegliere una chiave di lettura è riduttivo. Spesso a fine scrittura mi dico: "Ho dimenticato questo, ho dimenticato quello!". Alla fine, però, mi rendo conto che lo spazio di un blog è quello che è, se si scrivono cose sin troppo lunghe o prive di ritmo, molti si fermano alla prima riga.
In fin dei conti, sono una fautrice del ri-vedere. Perché rivedere a distanza di mesi o anni aiuta moltissimo a vedere altro. La velocità della critica e del web ci spinge alle impressioni a caldo.

GIOCHER ha detto...

Ah be'...sul rivedere, come sul rileggere, qua sfondi un Portale Monumentale spalancato. :D

Sulle dimensioni recensive da blog,purtroppo hai ragione.Ma io sono uno di quelli che proprio per questo motivo fa 'selezione'. Nonostante non mi ponga mai il problema terribile cui fai riferimento (la ggente sull'internetto che oltre le 140 battute cambia canale) quando scrivo, essere esastivo di ogni elemento scaturito dall'analisi di un'opera e' impossibile.Io ,per esempio, faccio leva sulla condensazione ermetica ed evocativa delle espressioni stesse usate nel discorso.

GIOCHER ha detto...

...E se la ggente si fa abbattere dalla lunghezza del post...S'attacca.
Spesso, quando trovo commenti dove e' palese che sia stato letto a malapena il titolo e qualche brandello di scritto,mi girano parecchio e vorticosamente.
Meno commenti,ma piu' coerenti con i contenuti...

Veronica Mondelli ha detto...

Riguardo il tuo penultimo messaggio: da quel che scrivi, evinco che non operiamo in maniera troppo diversa, allora, nello scrivere. Se il punto di partenza è lo stesso poi, ovvio, il processo creativo è diverso :).

Sull'ultimo: sì, si attaccano, vero. In molti post in cui mi sento più ispirata e parto per lidi miei e solo miei è così anche per me. Poi, però, mi ricordo che se scrivo su un blog ospitato dal web non scrivo sul mio quadernino personale. Insomma, cerco di trovare un punto di incontro. Magari se non risulto troppo difficile qualcuno in più mi legge e può diventare un valido lettore con cui confrontarmi!

In realtà, a me non piace semplificare - non è quello che faccio. Cerco di dire con parole semplici cose complesse. Si tratta di un esercizio duro ma, a volte, quando mi accorgo di essere chiara su concetti astrusi, mi sento soddisfatta. Me lo hai detto anche tu che sono un po' troppo accademica :D. Be', cerco di esserlo (senza essere perentoria e stucchevole) senza perdermi in giri di supercazzole incomprensibili! :))

Ah, dimenticavo. Benvenuto da queste parti!

GIOCHER ha detto...

Mi ci vedrai speso, d'ora inanzi.
Fa proprio piacere trovare analisi di questa caratura, in un mare di fancazzismo ed egomanaci scemi.. :D