lunedì 27 giugno 2011

PAUL

Nerd di tutto il mondo, unitevi!

Vi sentite alieni sulla terra?

Quando sciorinate gli incomprensibili titoli dei vostri autori preferiti, la gente vi guarda male e vi risponde: "E che cazzo è?"?

Sognate da sempre di rivivere la scena più epica del vostro fumetto/film preferito, magari sguainando con ardore e maestosa dignità una katana lucente?

Vi sentite a casa solo al Comic-con di turno?

Ebbene, Paul è il film per voi (noi).

Le apparenze possono ingannare: Paul
non è un film in computer grafica, è un film con attori veri, in carne ed ossa, i quali, tuttavia, per idee, movenze e passioni appaiono del tutto alieni...
...Graham e Clive sono due “nerd sfigatelli” partiti dal Regno Unito per raggiungere il Comic-con di San Diego. Lì, tra videogiochi all'ultimo grido, occhiatine a cosplayer discinte e spese pazze per il gadget da mettere in mostra, c'è da fare la fila per l'autografo di Adam Shadowchild (“E chi cazzo è Adam Shadowchild?”); al loro autore preferito, i due mostrano il proprio progetto: un romanzo scritto e illustrato da entrambi sulla cui copertina svetta una donna aliena con tre tette (?!).
E, a seguire, a bordo di un camper accessoriato dei più nerdosi cimeli videoludici, un bell'on the road per raggiungere i luoghi degli avvistamenti ufo.

Ma tra realtà e finzione a volte non c'è scarto: e i nostri due protagonisti, incontrando l'alieno Paul – maniaco del sesso, dell'erba, delle chocopalline – si trovano proiettati in una di quelle storie che avevano sempre letto ma mai vissuto, se non per citazioni, discussioni e rivisitazioni in cosplayer.

Difficile reggere il colpo, ma inevitabilmente la finzione si fa realtà, risucchiando Graham e Clive - e noi nerd davanti allo schermo - in un'avventura dalle risate assicurate, vero e proprio manifesto nerd.

Non c'è limite all'impossibile e presto la compagnia si infoltisce: oltre ai due “nerd psicolabili”, ecco un alieno strafatto, una ragazza con un occhio solo in preda a furori mistici, una vecchia pazza, un agente federale dagli ingannevoli propositi e una schiera di poliziottini, teppistelli, carogne del governo.

Il film - ovvio, direi - va avanti per citazioni: continuamente si fa riferimento a titoli di ogni tipo, da
Un tranquillo week-end di paura, a Duel, a X-Files, continuando sulla scia della cultura e dell'atteggiamento nerd senza esclusione di colpi.

Anche troppo facile capire dove il film vuole arrivare: tra umani alieni, alieni troppo umani e sogni di finzione che diventano realtà, si apre un discorso rivolto agli appassionati di fumetti, film e videogiochi, persone che non sempre si sentono adeguate, che raramente trovano il posto in cui stare bene e ancora più raramente vengono comprese. Il “nerd sfigatello e psicolabile” è quello che sa parlare la lingua aliena e che si sa muovere poco nella vita reale, ma allo stesso tempo è colui che se la sente di rischiare e che un giorno può fare il salto – emozionante – quello della vita. Il nerd è essenzialmente un alieno e la sua casa – pronunciata rigorosamente alla
E.T. – può essere solo il ritrovo annuale delle fiere di fumetti e videogiochi. Allo stesso tempo, però, il nerd, come l'alieno, pur vivendo in un mondo di diversi (chi lo dice che è il nerd ad essere diverso?) apre la sua mente a conoscenze di ogni tipo, non si ferma mai al mero settore e, anzi, gravita con il suo occhio un po' stralunato, un po' sognante, sopra un universo che solo in pochi hanno l'ardire di esplorare e di far diventare, un giorno, vita reale...
Il film, demenziale, a tratti trash, ci parla proprio di questo, nonostante la sceneggiatura non troppo risolta: chiaro che non lo sia, il plot proposto è molto simile ad altri, ma è il modo con cui diventa film che fa la differenza, ponendosi come metafilm che fa metadiscorsi sulla finzione.
La forma in cui si esplica è quella dell'elenco di "scene nerd” che si susseguono una dietro l'altra in un crescendo di situazioni che, pur fantasiose, deliranti, appaiono ai nerd in sala estremamente reali.
Interessante il modo in cui procede il film, che gioca continuamente con la decostruzione degli stilemi classici, solenni, dell'epopea aliena e avventurosa del cinema americano: non appena ciò che è fantasioso entra nel reale può anche produrre effetti inaspettati, non così epici ma di sicuro divertenti.

Insomma, si tratta di un film in cui l'identificazione per il nerd è assicurata. Ma è anche un viaggio interessante che riflette universalmente su alcuni snodi fondamentali dell'esistenza: sogno, immaginazione, saper affrontare la vita con una buona dose si pazzia. E qualcuno ce la fa, arrivando anche molto in alto.

venerdì 17 giugno 2011

Neve

La mia ultima pubblicazione di narrativa è Neve.
La novità, rispetto ai miei precedenti racconti, sta nelle immagini. Tristam Strauss ha impreziosito la mia storia con tre illustrazioni eleganti e raffinate.
Ringrazio i nachtbummler per lo spazio che mi hanno offerto.

Spero possiate godere di Neve e delle sue immagini.


venerdì 10 giugno 2011

L'illusionniste


Finalmente mi è arrivato il dvd di un piccolo, immenso capolavoro: L'illusionniste, di Sylvain Chomet. Due mesi fa ho avuto il privilegio di poterlo vedere su grande schermo e a ingresso gratuito nell'ambito del Cortoons, il Festival dei Corti di Animazione. Avevo scritto qui a proposito di Chomet, del suo commovente e malinconico film e di Jacques Tati.
Il film ha circolato molto poco, troppo poco, per le sale italiane. Chiaramente la distribuzione non funziona, ma ora non starò qui a enuclearne i motivi. Posso solo consigliare la visione di questo film, delicato e illuminante, perché la diffusione e il passaparola possono arginare i danni - culturali - di una distribuzione a cui non interessa affatto il valore intrinseco dell'opera.
Guardate L'illusionniste proprio per evitare che la magia finisca.