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Lo sguardo giusto

È mattina presto. La casa è ancora buia, ma le luci iniziano a filtrare dalle righe delle serrande. Non accendo l’interruttore: decido di fare colazione così, con la sola atmosfera del sole e del pulviscolo mattutino. Di là ancora tutti dormono. Respiro a fondo. Bevo tanta acqua. Preparo il caffè nella moka di mia nonna. Abbondante zucchero, stamattina sì. E poi, altrettanto abbondante colazione. Yogurt, cereali, frutta, una fetta del mio panettone. Sì, è agosto, ma ho iniziato a produrre panettoni, perché al panettone di dicembre occorre arrivare allenati  e perché poi è un dolce troppo buono e troppo complicato da fare per essere confinato a soli quindici giorni di festa. 
Il momento è liminare. Mi trovo esattamente tra me e il mondo, in quel punto di incontro che acuisce i sensi e che ti permette di vedere tutto meglio, a fuoco: né sei perso nei labirinti della tua testa, né sei gettato nel ritmo del mondo, che ti spersonalizza sempre un po’.  Mi rendo conto che sono pochi i momenti …

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