lunedì 26 agosto 2013

Open Grave



Anno: 2013 - Nazionalità: USA - Genere: Horror/Thriller - Regia: Gonzalo Lopez-Gallego

Un uomo si sveglia in mezzo ad un cumulo di morti e non ricorda nulla di sé. Non sa chi è, non sa il proprio nome, cosa fa, cosa è successo. Una donna asiatica e muta lo aiuta a uscire fuori dalla tomba a cielo aperto in cui si trova. In breve, lo smemorato scoprirà che altri uomini sono nelle sue stesse condizioni: si sono svegliati ignorando completamente il passato e la situazione presente.
Inizia la ricerca della verità. Che non sarà facile, né per l'uomo senza memoria né per lo spettatore.

Open Grave ha qualche difetto e alcuni pregi. In generale, è un film che si fa guardare e che attira grazie alla sua struttura a puzzle. Vengono posti dei tasselli molto lontani tra loro e lo spettatore deve riunirli, come negli enigmi migliori. Il difetto sta nel fatto che il film, pur utilizzando molto bene la tecnica del puzzle, non riesce a sostenerla fino alla fine: le cose risultano essere tutte abbastanza chiare, ma Open Grave finisce sin troppo precipitosamente, affidando l'intera verità nascosta ad una lettera di tre righe letta in voice over sul finale, quando più o meno lo spettatore ha già compreso tutto.
Semmai, di fronte a eventi abbastanza chiari, si sarebbe preferita qualche sequenza in più con qualche colpo di scena in più.



Nonostante questo, prima di arrivare al finale che è interessante ma al contempo atteso già da qualche sequenza, Open Grave è un film piuttosto anomalo. L'anomalia, se così si può chiamare, è proprio nel modo in cui è costruito. Già, perché – ed ecco lo SPOILEROpen Grave non è altro che uno zombie movie o un film sui contaminati, che dir si voglia. Il rimando è essenzialmente a La città verrà distruttaall'alba e alcune sequenze ricordano quell'atroce fumetto che è Crossed.
Tuttavia, scopriamo questo particolare soltanto all'ultimo.

Open Grave è costruito al contrario e, più che uno zombie movie, è un thriller.
Il film è cadenzato sempre dal ritorno dello stesso elemento, quello della tomba a cielo aperto. Nella prima scena, Jonah che ancora non sa di essere Jonah si risveglia nella fossa comune. A metà film ci finisce di nuovo dentro e una volta uscito le cose saranno più chiare. Ci torna a fine film, prima che, ciclicamente, ricominci tutto da capo.
Pertanto, il film, anziché iniziare con la contaminazione che piano piano diventa pandemia, inizia in medias res e ci fa arrivare alla verità – l'epidemia globale – usando l'espediente dell'amnesia.
Il che, però, paradossalmente, non è molto diverso dal cliché che si ripete negli zombie movie: quello, ad esempio, del risveglio dal coma in un mondo totalmente cambiato; o quello del risveglio mattutino in una città apocalitticamente distrutta (Come l'alba dei morti viventi).



La struttura del puzzle si ripercuote anche sullo stile del film, che risulta molto frammentato da un montaggio che procede a singhiozzo: ogni sequenza viene tagliuzzata in modo da interrompere sempre la tensione; si viene così continuamente trasportati ad un'altra sequenza, in un altro spazio. In questo modo tutti i filoni narrativi che si sviluppano una volta che i personaggi si dividono e si sparpagliano rimangono sospesi, aumentando l'effetto mistero e del so/non so.
Anche questa è un'anomalia per un film del genere: in questo modo il regista ha eliminato qualsiasi scena d'azione canonica, preferendo raccontare il film per brevissimi frammenti statici.
Nonostante questo, come già detto, lo spettatore ricostruisce in testa in maniera abbastanza semplice ciò che è avvenuto, per questo appare ridondante la spiegazione finale in chiusura di film.

Infine, occorre sottolineare la colonna sonora e la fotografia. Per essere un film a basso costo, Open Grave ha una fotografia molto curata – tutta giocata sui verdi e sui marroni oppure sui grigi e i blu; la colonna sonora, invece, abbandona certe scelte musicali d'azione e di impatto e opta, invece, per musiche molto drammatiche, per nulla dirompenti che, in alcune situazioni, rendono le sequenze liriche e riflessive.


In definitiva, si sarebbe potuto fare indubbiamente di più, lavorare meglio sul finale o aggiungere qualche altro colpo di scena davvero imprevedibile: diciamo questo perché, viste le premesse particolari del film, il finale avrebbe dovuto essere mantenuto all'altezza.  

Nessun commento: