venerdì 21 giugno 2013

The Politician's Husband

Anno: 2013 - Nazionalità: UK - Genere: Political drama - Stagioni: 1 (3 episodi) - Regia: Simon Cellan Jones - Autore: Paula Milne

Lo dice già il titolo: The Politician's Husband rovescia qualsiasi termine noto e ci porta su strade molto pericolose. Toglietevi dalla testa il David Tennant shakesperiano, il David Tennant poliziotto introverso e criptico o il decimo e scalmanato Doctor Who in completo vintage e Converse.
Qui troviamo un David Tennant biondo, ben pettinato, impeccabile, bastardo e allo stesso tempo sfuggente. Perché è la politica, bellezza.

Aiden Hoynes (David Tennant) e Freya Gardner (Emily Watson) sono la coppia d'oro della politica britannica. Lui ministro, lei relegata sempre a incarichi di governo minori, ma vero e proprio pilastro delle scelte, dei discorsi e della politica del marito. Tra i due c'è un amore apparentemente indistruttibile. Fedelissimi l'uno all'altra, hanno una bella casetta con un ampio giardino e due bambini, Ruby, la piccola e la cocca di papà, e Noah, il più grande, affetto da sindrome di Asperger, più attaccato alla madre che al padre.
Aiden decide di dimettersi dalla sua carica con un discorso – sempre apparentemente – molto coerente: non si trova d'accordo con le scelte sull'immigrazione del primo ministro e, per questo, non può più giurare lealtà al suo governo. In realtà, Aiden, dimettendosi, avrebbe dovuto sancire la sua candidatura a capo del governo, istigando il primo ministro a dimettersi a sua volta. Ma le cose vanno male: e il più caro amico di Aiden, nonché suo collega di partito, lo tradisce e lo mette in cattiva luce. In breve, Aiden da aspirante capo del governo si ritrova a fare la casalinga. E il partito fa il gioco più assurdo e furbo che potesse fare: conferisce a Freya la carica di ministro.



I ruoli, così, si invertono. Freya, costretta a stare per anni nell'ombra, finalmente diventa protagonista e il potere le dà alla testa. Così come Aiden, che va fuori di testa proprio per la mancanza di potere, sia politico che coniugale: da ministro a uomo che porta a scuola i figli, impotente sul profilo istituzionale e impotente con il figlio Noah, col quale non riesce mai a instaurare un rapporto a causa dell'Asperger.
Quel che scatena l'azione della serie è che Aiden tramerà nell'ombra – e tra le mura di casa sua – per riprendere il posto che gli spetta e, forse, per cercare di riportare nei ranghi la moglie.
Allo stesso tempo, Freya non fa una figura migliore: in giro a far politica anche a notte fonda, si ritrova a sbugiardare il marito in mondovisione e a non sostenerlo più politicamente solo perché le fa comodo.
Anche l'amore tra i due viene messo in discussione, ma non perché sorgano tradimenti o scandali (il geniale della serie è proprio il fatto che non si insista affatto su argomenti così navigati in politica): semplicemente, Aiden sente crollare la stabilità familiare nel momento in cui i ruoli di moglie e marito si invertono.
Tre puntate fitte fitte, in cui ci viene chiaramente detto cosa è la politica: non l'interesse verso i problemi del paese, ma giochi di potere. Qualcuno lo dice: “Se avessimo posto nella disoccupazione giovanile lo stesso impegno che abbiamo messo per accaparrarci il potere, a quest'ora la disoccupazione giovanile sarebbe un problema risolto”. E la solita giustificazione: “Occorre fare certi giochetti perché al governo vadano solo i migliori, quelli in grado di risolvere davvero i problemi del paese” - ma, quando Aiden lo dice, non sembra essere molto convinto.



La serie è decisamente ben fatta: la scelta di gestire la prima stagione con sole tre puntate è intelligente, perché non rischia di annoiare lo spettatore con strategie politiche che, con una serialità molto più lunga, avrebbero potuto rimanere incomprensibili o ripetitive; la produzione ha preferito smarcarsi da qualsiasi luogo comune sulla politica, specialmente tutto ciò che riguarda scandali di escort (come sembra andare molto di moda ora, ad esempio, in The Good Wife, o come avveniva nel film al cui titolo la serie fa il verso, The Politician's Wife). 
La terza scelta davvero geniale è quella di analizzare la politica anche tra le mura domestiche. Ad esempio, in ogni puntata, si assiste al quotidiano lavaggio dei denti di Aiden e Freya, che sfregano lo spazzolino insieme davanti allo specchio mentre parlano della giornata che li aspetta; altrettanto importante risultano i rapporti sessuali tra i due, su cui si insiste molto: e si insiste perché, ogni sera, Aiden e Freya hanno rapporti sessuali sempre diversi che diventano metafore del loro stato d'animo attuale e, soprattutto, della loro posizione politica.
Questo difficile rapporto si riversa sullo spettatore che non sa mai per chi parteggiare o con chi identificarsi: ci si identifica con il protagonista, con Aiden, ma poi si prova repulsione per le sue azioni; poi, ci si identifica con Freya: la si ammira per essere madre e donna in carriera o la si deplora per aver tolto appoggio al marito, sia nel lavoro che nella vita privata? Probabilmente, l'autrice non punta ad un'identificazione univoca, anche perché la politica è diversa dall'ideologia, da un sentimento di appartenenza o dalla voglia di cambiare il mondo: la politica è solo gioco di palazzo, che tira fuori i lati migliori e peggiori di ognuno, tanto da mettere uno contro l'altro due amici fraterni o moglie e marito.



Infine, inserire il difficile rapporto tra Aiden e Noah alleggerisce la trama politica e, allo stesso tempo, rende più problematica la storia personale dell'uomo: Aiden appare freddo e calcolatore (una scena su tutte: quando con un ago buca il diaframma della moglie...), ma di fronte a Noah e solo di fronte a Noah si trova in estrema difficoltà. Vorrebbe accarezzarlo ma non può; vorrebbe parlargli, farlo giocare a calcio in giardino e, invece, è costretto ogni giorno a misurarsi con le fissazioni del figlio, fino a salvargli la vita in una scena che, per un certo svelamento del carattere di Aiden, è un climax ben riuscito. Eppure, forse, Noah – tanto sincero e schietto quanto è falso Aiden – è l'unico a comprendere davvero il padre, l'unico capace, sul finale, di un tenero gesto nei suoi confronti.
In più, da segnalare: gran bella fotografia e stile di regia molto serrato e che impedisce di distrarsi. 

La chiusura di stagione è ovviamente col botto: la serie potrebbe concludersi qui, ma potrebbe anche continuare a proporci i nuovi orizzonti di un rapporto di coppia segnato dalla politica e dal potere.  

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