venerdì 6 settembre 2013

Invisible Monsters - pt 2

E poi, ripensandoci col favore e il consiglio del pomeriggio, della notte e della mattina, capisci che Palahniuk, in Invisible Monsters, trova una soluzione a tanto nichilismo.  Anzi, ne trova due. Si tratta sempre di soluzioni nichiliste, ma di grandissimo impatto e che, in qualche modo, fanno presagire la possibilità di una ricostruzione.

La prima soluzione è inventare e reinventare storie. La storia di se stessi e della propria vita. Mettere un punto e andare a capo. Ricominciare a scrivere la propria (nuova) storia. 

La seconda soluzione è ben più complessa. Di fronte all'unica scelta dell'annullamento di se stessi e dell'identità costruita dal mondo (celebre la frase del romanzo: "Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto"), di fronte al nostro sé composto solo da altri e da quello che vogliono gli altri, l'unica scelta è amare.
Si sceglie la persona che merita davvero il nostro amore, puro e incondizionato. Quella con cui si condivide ogni istante e ogni centimetro del nostro pensiero e del nostro stile di vita. La si sceglie fra milioni. La si sceglie e la si ama.
E, paradossalmente, quella persona da amare senza riserve è il riflesso di noi stessi. Alla fine, Shannon fa una scelta precisa in favore di Brandy Alexander. In lei, in lui, vede se stessa. Shannon rinuncia a sé per amare Bandy. Ama se stessa attraverso l'amore per l'altro.

"Completamente e totalmente, permanentemente e senza speranza, per sempre amo Brandy Alexander. 
E questo basta."

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