lunedì 30 settembre 2013

Agents of S.H.I.E.L.D. - Roma Fiction Fest



Anno: 2013 - Nazionalità: USA - Genere: Sci-fi/Fantasy - Stagioni: Una (in corso) - Episodi: 13 - Ideatore: Joss Whedon

Al Roma Fiction Fest va in scena l'anteprima del pilot di Agents of S.H.I.E.L.D., l'attesa serie tv targata Marvel. Dietro la macchina da presa c'è Joss Whedon, già regista di The Avengers. E, infatti, la storia della serie tv prende le mosse proprio dall'attacco di New York. Maria Hill recluta agenti davvero speciali per conto del redivivo agente Coulson.
In The Avengers, avevamo visto Phil Coulson morire con un mazzo di figurine nel taschino della giacca. E, invece, ecco la sorpresa: era stato tutto un tranello di Nick Fury, che aveva ingannato i capricciosi e tormentati supereroi proprio per motivarli a lavorare in squadra e a salvare il mondo.
Eppure, già nei primi minuti dell'episodio, viene instillato il dubbio: Coulson è convinto di essere stato in coma e di essersi riabilitato a Tahiti. Ma, come dice Maria Hill, questa non è la verità.
Verità che ovviamente non viene svelata, perché la storia comincia a svilupparsi seguendo direttrici molteplici e complesse, animate da continui colpi di scena. I personaggi presentati sono pochi, ma si cerca di renderli tutti subito incisivi. Coulson - che qui troviamo inaspettatamente col pugno di ferro, con la situazione sempre in mano e con una propensione al comando che nei precedenti film Marvel non gli avevamo mai visto - sta formando una squadra che ha il compito di scovare e reclutare supereroi non registrati; inoltre, deve arginare un gruppo di hacker che ha violato il sistema dello S.H.I.E.L.D. e che vuole a tutti i costi conoscere le verità nascoste del governo.



Accanto a Coulson, Maria Hill. Sotto di loro, agenti che non hanno nulla di soprannaturale, non sono super soldati, né mostri alle prese con l'autocontrollo, né miliardari di ferro, divinità, uomini ragno o mutanti. Sono persone normali, ma con abilità speciali. C'è l'agente Melinda May, che non vuole più tornare sul campo e che si è rifugiata tra le scartoffie della burocrazia: ma è micidiale nel corpo a corpo. C'è l'agente Ward, con una gran mira e una dote spiccata per disinnescare bombe. Ci sono Fitz-Simmons, cioè Leo Fitz e Jemma Simmons, due scienziati particolarmente geniali, ma imbranati sotto ogni altro aspetto. E poi c'è Skye, che viene reclutata durante la prima puntata, esperta di informatica e inguaribile dietrologa. Ah,  e ovviamente c'è Lola: l'auto d'epoca di Coulson che, all'occorrenza, può volare. Sono agenti tutti speciali, sì, eppure tutti incompleti dal punto di vista relazionale: e la cosa si presta ad approfondimenti psicologici in cui spesso e con successo la Marvel si è cimentata.



La puntata pilota di Agents of S.H.I.E.L.D. convince parecchio, sia perché la sceneggiatura non presenta grosse sbavature, sia perché la storia è compatta, risultando credibile e trovando un suo posto all'interno dell'universo Marvel. Whedon si muove velocemente, in maniera incalzante, riuscendo, nonostante l'accelerazione del montaggio e dei dialoghi, a presentare con chiarezza una storia complessa: oltre ai colpi di scena, molte sequenze ci vengono mostrate per poi essere poco dopo smentite o mostrate sotto altri punti di vista. In questo modo, mai nulla è certo, nulla è ciò che sembra, ogni personaggio può avere un rovescio inaspettato e un segreto da nascondere. Certamente, è interessante il nemico che gli autori hanno posto di fronte ai nostri agenti. All'interno di un laboratorio si sta cercando di sviluppare il “solito” super soldato: che, però, è il risultato di un mix dei supereori Marvel che già conosciamo. Centipede – questo il nome del progetto - usa uomini normali come cavie e poi li abbandona al loro destino: esplodono come bombe se non sanno contenere la rabbia.




Le possibilità di sviluppare una serie coesa e tesa ci sono tutte, date le premesse. La scommessa è interessante, perché si propone di abbandonare i classici, plateali, megalomani e un po' spacconi supereroi che, di solito, tra le pagine dei fumetti, dominano e mangiano la scena. La scommessa è quella di concentrarsi su personaggi normali che hanno sviluppato abilità studiando e allenandosi, abilità che qualunque spettatore potrebbe sviluppare. E questo permette di rendere la serie familiare e quotidiana: probabilmente, non solo alla portata dei fan Marvel.

3 commenti:

GIOCHER ha detto...

SI: sarà decisamente la serie che mi farà riavvicinare ad una serie televisiva dopo anni.

Veronica Mondelli ha detto...

Il pilot è abbastanza buono. Speriamo non scada andando avanti!

GIOCHER ha detto...

Certo che accadrà.Ovvio.Ma spero che almeno la prima regga.