lunedì 3 settembre 2012

The Dark Knight Rises


 

Anno: 2012 - Nazionalità: USA - Genere: Azione - Regia: Christopher Nolan

Una vendetta, un passato lontano, una città apparentemente pulita, ma che brucia e si agita sin dalle fogne, un'irrequietezza nascosta sotto la calma delle falsità e un eroe recluso, chiuso nel suo dolore, storpio, asociale, sfiduciato.
È questa la base interessantissima del capitolo che chiude la trilogia di Nolan dedicata al Cavaliere Oscuro. Qualche piccola cosa sfugge dalla sceneggiatura, rendendola poco meno che perfetta: ma si tratta davvero di inezie. The Dark Knight Rises è il migliore dei tre film, poiché raggiunge un equilibrio eccellente tra i temi trattati, il crescendo di emozioni e una regia sapiente. Il risultato è un film che emoziona - cosa che non sempre è riuscita agli altri due film - e che non annoia pur durando due ore e quarantacinque minuti.

Christian Bale regge molto bene il ruolo di un uomo tormentato che trova le forze per rinascere. Di grandissimo impatto il modo in cui la rinascita trova espressione nell'immagine: sconfitto in una prima battaglia contro Bane, Batman viene gravemente ferito alla schiena e gettato in fondo ad un pozzo, un luogo che ricorda la prigione del Tartaro. Da qui non si può scappare, ma i reclusi possono vedere l'uscita e la luce, un'irraggiungibile apertura verso la libertà: la speranza e la disperazione assieme. In una serie di sequenze molto oniriche e quasi intimiste, Nolan costruisce il rapporto tra morte e vita, dal cui scontro nasce l'intreccio tra paura e sopravvivenza. La scenografia si fa metafora e lo spettatore, immobile nella poltrona, si identifica con l'immobilità di Bruce Wayne e desidera raggiungere la luce. È questa la sequenza in cui la recitazione di Bale cambia radicalmente e in cui l'attore sorregge in maniera molto buona il cambiamento interiore di Bruce Wayne.


Bane è l'uomo che indossa una maschera orribile: sotto, un irriconoscibile e bravissimo Tom Hardy. Bravissimo perché il personaggio di Bane non si riduce all'inespressività della maschera. Anzi, Hardy - che già ha dimostrato grandi doti recitative in Bronson di Refn - nonostante la maschera fa trapelare un personaggio ben costruito: dapprima incarnazione del male assoluto, poi agitatore di folle, poi ancora rivoluzionario istrionico, infine uomo dagli occhi azzurri carichi di sentimenti. Bisognerebbe vedere il film con l'audio originale: il doppiaggio italiano non riesce ad essere esauriente ed è uno dei grandi limiti della proiezione.

Nolan costruisce scene magistrali. Fino a metà film, la migliore scena della trilogia rimaneva quella iniziale del secondo capitolo, con la rapina architettata dal Joker. Ma a fine film, quella sequenza rischia di essere scalzata dalla gigantesca macrosequenza della dittatura su Gotham City. Una delle caratteristiche dei tre film di Nolan su Batman è l'atmosfera creata: l'atmosfera non scaturisce mai dal Cavaliere Oscuro ma sempre dal suo nemico. Il risultato è che Gotham City prende le sembianze ora di Due Facce, ora del Joker, ora di Bane. Questo permette di creare seria inquietudine nello spettatore, che vive sulla pelle la mancanza di libertà e il senso di oppressione. La dittatura di Bane su Gotham crea un ambiente grigio, lambito prima dai fumi delle esplosioni e poi dal ghiaccio e dalla neve, espediente geniale per dare alla città la cromia più adatta alla situazione. Ma il grigio non è solo nel colore dell'ambiente, è anche nella situazione sospesa che Nolan ha saputo creare: terribili tribunali giudicanti, caccia all'uomo porta a porta, menti spente, teste abbassate. Il tutto coperto dalla neve, in un'atmosfera da quiete prima della tempesta. I ribelli si muovono silenziosi tra fogne e piccoli passaggi, aspettando il momento buono per far esplodere il caos. Al climax partecipa la rinascita di Bale/Wayne/Batman, lasciando lo spettatore di fronte ad un finale degno di nota.

Nell'ingente mole di film sui supereroi, questo Batman è uno dei più forti e convincenti. È vero, i film su catastrofi e salvataggi estremi da parte di superuomini sono tanti, tantissimi, e non sempre necessari: ma registrano anche incassi da capogiro, segno che il pubblico sente il bisogno di questo genere di storie. È chiara la piccola grande metafora di cui si fanno portatori. Il mondo avrebbe bisogno di un supereroe. Ma tutti i film sui supereroi battono sullo stesso punto: dietro la maschera c'è un uomo qualunque che, come gli altri, soffre e, più degli altri, ha voglia di lottare e rinascere.


Foto di Ron Philips - Warner Bros Entertainment

9 commenti:

Silvia ha detto...

Bellissima recensione! Complimenti davvero! Condivido tutto quello che hai scritto. Soprattutto il fatto che questo è sicuramente il migliore della trilogia!

Kelvin ha detto...

Condivido pienamente il giudizio su Bale: il suo Batman cosi' umano, vulnerabile, cupo è il migliore mai visto sullo schermo. Le emozioni del film si devono tutte a lui... ecco, da questo punto di vista ho trovato invece la pellicola abbastanza 'fredda': superlativa dal punto di vista tecnico (Nolan è un mostro di accuratezza, nessun dettaglio è lasciato al caso) non lo è altrettanto dal punto di vista emozionale. Il film scalda i cuori solo nell'ultima mezz'ora. Comunque avercene di film 'imperfetti' come questo!

Veronica Mondelli ha detto...

@Silvia: ciao carissima, bentornata! Ti ringrazio davvero tanto per il commento. Sì, confermo: questo è il migliore della trilogia! A presto :).

Veronica Mondelli ha detto...

@Kelvin: io non saprei giudicare con certezza la trilogia di Nolan. Ho avuto l'impressione che nei precedenti capitoli il personaggio di Bale facesse fatica a decollare. Ad esempio, nel secondo capitolo il Joker - per spessore e bravura - ha continuamente la meglio su Batman e in quel caso si è rischiato davvero di identificarsi con il cattivo.

Qui c'è stato indubbiamente un cambiamento che, però, è vero, è venuto tardi, dalla scena della prigione/pozzo in poi. C'è stata una serie di colpi di scena emotivi di grande effetto che hanno alzato le sorti di tutto il film (anche le lacrime finali di Bane mi hanno colpito tantissimo!).

Veronica ha detto...

Come sempre, un'ottima recensione. Che non ho letto fino a stamattina, visto che il film sono riuscita a vederlo solo ieri.
L'ho trovato perfetto.
Ok, direzione del doppiaggio a parte. Quella proprio non si può tollerare. Bane ha una voce inconsistente e una dizione a dir poco pietosa, poi c'è la voce di Morgan Freeman che non è la voce di Morgan Freeman.
E sono state fatte alcune scelte che non condivido, ma non sono né un regista né uno sceneggiatore, quindi la mia opinione al riguardo può anche non essere presa in considerazione.
Ma l'ho comunque trovato perfetto. E qui mi è stata rivolta una consistente obiezione: mancava il Joker.
Lo so, mancava il Joker. Ma Heath Ledger è morto, e anche volendolo non credo si sarebbe potuto fare altrimenti. Non senza evitare di banalizzare la pellicola, secondo me. Perché tra il cast c'è un Joseph Gordon-Levitt che è pressoché identico a Ledger, e appiccicarci un sorriso indemoniato sarebbe stata una scelta forse troppo comoda. Che non avrebbe restituito il risultato sperato.
Il Joker era Heath Ledger, e lui non c'è più. Nolan avrebbe sicuramente fatto le cose in altro modo, se avesse avuto la possibilità di lavorarci ancora. E il film si sarebbe tinto di altre atmosfere, probabilmente più cupe, meno risolutive, più vicine al secondo capitolo. Ma non ci è dato saperlo.
Quindi quando dico che il film mi è sembrato perfetto, mi riferisco al fatto che a volte il dover scendere a compromessi, distanziandoti da progetti e visioni iniziali, ti spinge a commettere errori.
Io qui non ne ho visti.
Anzi, ho visto un film che mi ha letteralmente tenuta incollata allo schermo, che mi ha fatto sperare, sorridere, avere paura, piangere.
E sono questi i film che mi piacciono.

Veronica Mondelli ha detto...

Cara Veronica, mi trovi perfettamente d'accordo con quanto scrivi. Hai analizzato benissimo la situazione. La mancanza del Joker si sente e tuttavia Nolan è riuscito a colmarla. Per il "cattivo" ha scelto Hardy, che è un attore che stimo molto - se non lo hai visto, ti consiglio Bronson, in quel film dà prova di grande attore.

Per tutto il secondo capitolo ho "tifato" per il Joker. C'era poco da fare: Ledger ha surclassato Bale in ogni istante del film, non ci si poteva non identificare col Joker. Quel meraviglioso primo piano finale che Nolan gli dedicò ancora mi mette i brividi. Forse con Ledger sarebbe stato un altro film, questo terzo capitolo. Ma nonostante questo Nolan ha raggiunto un risultato, come dici tu, perfetto. Nulla da dire.

Posso solo criticare il doppiaggio. Stimo moltissimo Santamaria come attore, ma non so se sia la voce più giusta per Bale. E il doppiatore di Bane, be', mi ha lasciata un po'... non saprei dire come... Non capisco quali siano i criteri di scelta dei doppiatori. Ad esempio, si ostinano a doppiare Leonardo Di Caprio con una voce che lo fa sembrare un ragazzino di quindici anni; ma la sua vera voce è profonda e quasi cavernosa: un abisso.

Giulia Giarola ha detto...

Splendida recensione, hai detto tutto quello che penso anche io.... solo che non avrei mai saputo spiegarlo così bene!!! ottimo il commento di Veronica che appoggio in pieno... e sono d'accordo anche sul doppiaggio... la voce di Bruce Wayne mi piace molto.... ma quella di Bane.... non si può sentire! Dico solo una cosa, non vedo l'ora di vederlo in lingua originale!!!!

Beatrice ha detto...

Davvero una recensione attentissima e lucida. Concordo pienamente con le considerazioni riguardanti il doppiaggio.

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Beatrice, ti do il benvenuto nel mio blog! Grazie per essere passata di qua e per il tuo prezioso commento. A presto!!