martedì 25 settembre 2012

RocknRolla e The Italian Job


Titolo: The Italian Job - Anno: 2003 - Nazionalità: USA - Regia: F. Gary Gray

Titolo: RocknRolla - Anno: 2008 - Nazionalità: Regno Unito - Regia: Guy Ritchie

Due film pieni di richiami e in alcuni casi simili: tra i due, divari incolmabili.

Chi è un RocknRolla? Un RocknRolla non è solo sesso, soldi, droga e rock'n'roll. Un RocknRolla è quello che vuole tutto.
Ma cos'è “tutto”?

Trama



The Italian Job è la storia di una rapina e di una vendetta. Steve Frazelli (Edward Norton) partecipa ad una rapina in quel di Venezia assieme alla sua banda – Charlie, Lyle, Rob e John Bridger – ma dopo poche ore la tradisce, uccide il vecchio John e ruba ai compagni tutti i lingotti d'oro presi in laguna. Charlie, Lyle e Rob decidono di vendicarsi e di riprendersi i lingotti e per questo ingaggiano Stella Bridger, figlia del defunto John e maga nello scassinare casseforti.

RocknRolla è la storia di illeciti appalti immobiliari, di tangenti, di due rapine da sette milioni di sterline e della scomparsa di un'opera d'arte pregiata. Il tutto nella modernissima Londra, dove si contendono potere e soldi il vecchio Lenny, magnati russi e Il mucchio selvaggio (essenzialmente composto da Mr One Two, Mumbles e Bob il Bello). In mezzo, una maga dei numeri, Stella, la commercialista che muove e ruba milioni e milioni di sterline. Di lato, ma in realtà protagonista assoluto, Johnny Quid, figliastro di Lenny, odiato dal padre, rockstar data per morta, assuefatto ad ogni tipo di droga e amante delle opere d'arte.


Chi è il cattivo?

In The italian job, a rigor di logica, sono tutti truffatori: ma, mentre Steve uccide,  Charlie, Lyle e Rob  operano senza spargimenti di sangue. Quindi, anche se tutti sono rapinatori, Steve è quello che dal pubblico viene percepito come realmente cattivo. The Italian Job si costruisce come il più classico dei film americani: in un mondo di cattivi c'è sempre quello più cattivo che lo spettatore deve odiare e il truffatore buono che fa bene a rubare. Meglio ancora se di mezzo c'è una vendetta, se un padre/rapinatore è stato ucciso poco dopo aver dato la sua sentenza sulla vita: scegli qualcuno con cui vuoi stare e non lasciarlo scappare.

In RocknRolla chi è il cattivo? Be', tutti. Ma sarebbe riduttivo parlare di cattivi, meglio dire gangsta navigati, criminali surreali, amanti delle spacconate esagerate, di quelle che, anche se ciniche e cattivissime, si fanno amare dal pubblico. Qui, lo spettatore non si trova diviso tra bene e male: può scegliere il criminale con cui identificarsi. Vuoi essere l'impeccabile e spietato Archie (Mark Strong)? La rockstar maledetta, Johnny Quid? O il criminale un po' perditempo, che scorda di rubare le chiavi della macchina durante una rapina (Mr One Two, cioè Gerard Butler)? L'imbarazzo della scelta è un espediente tipico della serialità, ma anche dei videogiochi – in particolare, il legame più stretto è quello con No More Heroes.
Se The Italian Job è il più classico dei film, RocknRolla è il più anomalo dei film, poiché mutua spunti dalla musica, dalla tv, dal fumetto, dalle logiche videoludiche.

Stella e Stella Bridger


Thandie Newton è Stella, l'artista della finanza, è quella che vive e lavora di numeri. Fa la contabile al magnate russo che vuole acquistare terreni londinesi da edificare, ma allo stesso tempo lo truffa, rubandogli milioni di sterline di tangenti. Anche Stella Bridger (Charlize Theron) è una maga dei numeri: i numeri, però, stavolta, sono quelli delle casseforti, sono i conti che la donna fa per trovare la giusta combinazione. Una mora, l'altra bionda, la prima di madre africana, la seconda sudafricana. Il risultato di Stella e di Stella Bridger è lo stesso: l'obiettivo sono i milioni. La prima Stella, però, lo fa per il puro gusto di prendere e di arricchirsi, cinica, longilinea femme fatale, algida anche nel sesso. Stella Bridger stavolta ruba per vendicare il padre defunto, nella speranza di una riconciliazione post-mortem. Bel sentimento padre figlia in pieno american style che, in Rocknrolla, viene trasferito in maniera antitetica su Lenny e Johnny Quid: Lenny odia il figliastro, Johnny odia il patrigno e gli ruba il quadro sia perché ama l'arte, sia per mettere nei guai il vecchio.





Handsom Bob e Handsom Rob



Handsom Rob è Jason Statham, l'autista, il tombeur de femme che ama i motori e che sui suoi motori vuol far sciogliere le donne. Handsom Rob non sbaglia un colpo, tutte cadono ai suoi piedi. Handsom Bob è Tom Hardy (prima dei chili di Bronson e di Bane): Handsom Bob, apparentemente, riesce a mettere in orizzontale qualsiasi donna voglia. Ma in una surreale scena, confessa a Mr One Two di essere gay e di volerlo. Qual è lo scopo di RocknRolla? Quello di deviare continuamente lo spettatore, di sbalzarlo da una parte e dall'altra, di fargli credere una cosa e poi il suo contrario. The Italian Job ti guida, RocknRolla è un delirio psicotropo.



Russi contro ucraini

I mafiosi ucraini di Italian Job sono vendicativi, ma non uccidono – neppure loro! Al cattivo Steve sarà solo inflitta una punizione (neppure troppo crudele), nessuna tortura, nessuna morte dolorosa. I russi di Rocknrolla, be', sono degli autentici rocknrolla. Spietati, assassini praticamente immortali, una volta che riescono ad avere Mr One Two tra le mani lo legano al letto e gli fanno assaggiare strane pratiche... E ritorniamo al discorso iniziale: i cattivi dalla parte dei buoni sono buoni, i veri cattivi non possono che diventare ancora più cattivi, quasi demoniaci. E anche se la realtà di RocknRolla è adulterata dal parossismo (degli stupefacenti, della regia), sembra molto più reale della rapina indolore e senza sangue di The Italian Job.

Il finale

Buono e buonista quello di Italian Job, un nuovo inizio rocknrolla per Rocknrolla. Johnny Quid trionfa. Dopo la sua danza all'inferno, tra deliri, omicidi e allucinazioni fatte di crack, una volta disintossicato e ripulito è pronto per intraprendere una strada fatta di realtà marcia nascosta da bellezza sensuale.
La classicità di Italian Job è ovunque: dalla sequenza iniziale che, in nuce, contiene la risoluzione del problema nella scena finale, all'happy ending abbastanza scontato. RocknRolla riflette un'autorialità più europea, rintracciabile nella sceneggiatura intricata, nella contaminazione con altri media, nell'insistenza sulle immagini e la loro forma, nella ricerca di un fine e di un senso ultimo in tutto il film, seppure di genere. E allora: qual è la reale differenza tra The Italian Job e RocknRolla?

La sigaretta

Handsom Rob è in macchina, bloccato nel traffico di Los Angeles e fuma una sigaretta. In alto, un cartello antitabagista gli dice che, in quella sola giornata, otto persone sono decedute a causa del fumo. Rob sbuffa, gli rovinano la giornata, gli rovinano la goduria, ma obbedisce e getta la sigaretta. Davanti a lui, un uomo blocca la fila perché sta ripassando la parte per un provino.
Johnny Quid, nella scena più profonda e poetica di RocknRolla, usa un pacchetto di sigarette per parlare della vita – e dell'arte. “La bellezza è un melodioso canto di morte” dice. Perché la vita lo è, bella e spietata, e anche l'arte, bella, ma carica di significati nascosti, significati che poi finiscono sempre per parlarti dell'unico motivo per cui si fa arte: per sdrammatizzare e controllare la morte. Se alcune scene prima Johnny Quid aveva ammazzato un buttafuori a colpi di matita e di Rock & Roll Queen dei Subways, ora parla disincantato e malinconico mentre suona il pianoforte.
Ed è qui che ci troviamo di fronte al vero RocknRolla: quello che fa della vita un'opera d'arte e che legge la vita solo con gli occhi dell'arte. Nessun buonismo, nessuna mezza misura. Solo l'aspra percezione  dell'illusione disillusa. È questa la realtà dolce/amara tutta da vivere, con i suoi deliri e le sue contraddizioni, con l'happy ending non sempre happy e quasi mai davvero end. Il quadro nasconde la realtà, quel quadro rubato che, nel film, mai si vede.
RocknRolla: esempio di come una semplice trama standardizzata alla The Italian Job possa diventare opera d'arte. RocknRolla affronta la vita tramite l'opera, The Italian Job la consuma fino a un attimo prima di farsi male, poi la getta dal finestrino.

Vi lascio ai tre minuti di intenso monologo di Johnny Quid.



6 commenti:

Babol ha detto...

Rocknrolla non l'ho visto ma il primo Italian Job mi era piaciuto tantissimo, era parecchio divertente... e poi c'era il mio adorato Seth Green!! *__*

Veronica Mondelli ha detto...

Anche a me The Italian Job è piaciuto, me lo sono rivisto molto volentieri ieri sera. Solo che il giorno prima, per puro caso, ho visto RocknRolla e mi sono trovata di fronte a tutte queste coincidenze. Insomma, è come se RocknRolla fosse The Italian Job reso problematico... Comunque te lo consiglio, RocknRolla :)!

curlydevil ha detto...

Le tue recensioni sono uniche, specie quando ti inoltri nel confronto fra più film. E sai invogliare alla visione, o ... alla non visione.
Se ti fa piacere uno di questi giorni passa a trovarmi, ora ho un mio spazio :-)

Veronica Mondelli ha detto...

Carissima, grazie per il tuo commento! Corro subito da te, mi fa tanto piacere che anche tu, finalmente, abbia il tuo spazio web. A presto!

Vele Ivy ha detto...

Veramente originale ed azzeccato il parallelo tra i due film. In particolare, ho apprezzato la riflessione sui "cattivi"... è vero, nei film americani c'è sempre un cattivo più cattivissimo di tutti, è una visione in qualche modo rassicurante (uno sa da che parte stare) ma poco realistica!!

Veronica Mondelli ha detto...

Non potevi spiegarlo meglio,Vele! Certi film vogliono solo farci divertire rassicurandoci; non è un male, intendiamoci, io sono una fan dei film al cardiopalma ma rassicuranti. Però c'è anche altro ;)!