venerdì 14 settembre 2012

The Brave e La Luna




Anno: 2012 - Nazionalità: USA - Genere: Fantasy - Regia: Mark Andrews, Brenda Chapman, Steve Purcell

The Brave è il nuovo film Pixar, anticipato dal bellissimo cortometraggio La Luna.
La particolarità di The Brave è il sottotesto che aleggia per tutto il film. Merida è una principessa, erede al trono e destinata ad essere sposa del principe di un regno vicino. Ma la giovane è tale e quale alla sua cascata di capelli rossi: ricci, ribelli, scompigliati, ingestibili. Non accetterà mai di essere vinta da un principe nel corso di una sciocca gara di tiro con l'arco.
Merida ha altri programmi: vuole cavalcare, lottare, combattere, andare a caccia. In altre parole, non ha alcuna intenzione di essere la classica principessa Disney. Vedere The Brave fa capire come le cose siano cambiate nell'immaginario collettivo.
Se, fino a circa quindici anni fa, la protagonista ambiva a sposarsi col principe, oggi non è più così. Fine ultimo della principessa non è più essere moglie, madre e regina, ma donna in grado di combattere e di essere autonoma. Su questo piano metatestuale, è possibile leggere il rapporto tra Merida e sua madre, la regina Elinor: Merida è figlia dell'oggi, la madre è la classica principessa del passato, quella che si rimette all'ordine principesco e del marito. Ma con qualcosa in più. Elinor è precisa e ha indubbiamente intenzione di perpetuare l'ordine costituito (fare della figlia una ragazza educata, regina infallibile e moglie devota), ma è anche una donna che cerca di placare il caos (maschile) attraverso regole tutte al femminile.
In realtà, scopriremo poi, la regina non ha intenzione di imporre alla figlia un destino crudele: vuole solo darle gli strumenti necessari per potersela cavare con signorilità, eleganza e intelligenza in un mondo governato dagli uomini – uomini che pensano a bere, a picchiarsi e a giocare e che, seppur bambinoni, prendono le decisioni importanti. Per questo occorre una donna che la sappia lunga: per farli ragionare. Ciò che fa Merida è un percorso dalla ribellione nei confronti della figura materna ad un'acquisizione di ciò che la donna (la donna vera) è: un coacervo di controllo e autocontrollo per evitare che l'ordine familiare, sociale o lavorativo si disperda. Altrimenti, senza ordine, saremmo animali.
Ed ecco l'incantesimo. Merida tramuta la madre in orso. Mossa geniale degli sceneggiatori: una madre che diventa orso è, allo stesso tempo, quanto di più metaforico e letterale possa esserci. Elinor diviene animale selvaggio nell'aspetto e non riesce a controllare né i suoi movimenti, né il linguaggio, per quanto cerchi di farlo; i mugugni dell'orso/regina sono un chiaro emblema dell'incomunicabilità che diviene fonte di caos. Ma l'orso è anche simbolo di ferocia: se noi uomini non avessimo una ragione e non avessimo inventato delle regole, staremmo ancora a comunicare per versi e grugniti, ad ucciderci a morsi, a invadere il territorio altrui, a confondere le figlie con le madri, i padri con i fratelli. L'uomo ha creato una serie di sovrastrutture per sopravvivere al caos - sovrastrutture non sempre giuste e talvolta disattese - ma rimane pur sempre un animale figlio della natura. 
Il film procede per negazione, spogliando i protagonisti delle sovrastrutture che hanno imposto: da regina a madre a donna a femmina ad animale. Non siamo che questo. Il climax finale, la lotta tra due orsi un tempo uomini, esplica in maniera perfetta il significato di tutto il film.
La verità sta nel mezzo, probabilmente: riuscire ad essere se stessi e a costruire il proprio destino senza dover essere gratuitamente ribelli (alla stregua di animaletti) e senza dover seguire regole rigide che non ci appartengono.
Per quanto molto criticata perché dalle idee troppo sterili, credo che la Pixar sappia ancora costruire sceneggiature di una certa profondità: e lo fa, certo, usando i classici cliché – forse non sempre azzeccatissimi, forse presenti per attrarre un target di più piccoli, ma sempre adatti quando si parla per metafore – e proponendo diversi piani di lettura.



Anno: 2011 - Nazionalità: USA - Regia: Enrico Casarosa

La Luna è un cortometraggio Pixar di Enrico Casarosa. Pochi minuti di altissima poesia e di emozioni che non hanno parole. Tre personaggi che usano un grammelot per comunicare. Un uomo, un bimbo e un vecchio. Dalla barchetta su cui si trovano, lanciano l'ancora e agganciano la luna. La luna è ricoperta da stelline luminose e i  personaggi sono tre spazzini del cielo. Il corto, con delicatezza, prepara una grande sorpresa finale, quando si scopre il vero scopo del lavoro del bimbo, dell'uomo e del vecchio – uno scopo sognante, di sicuro impatto emotivo. Casarosa costruisce una leggenda, una fiaba per i più grandi: perché il satellite della terra cambia sempre forma? Be', basta guardare il corto per annullare ogni forma di conoscenza e di razionalità e per continuare a sognare come bambini.
La Luna sembra avere un piccolo legame con The Brave, un legame che sta nel linguaggio: animale nell'uno, grammelot nell'altro. In fondo, non siamo che questo, noi uomini. Tentiamo di articolare parole per dire cose sensate e razionali, ma spesso le parole non rispecchiano nulla del nostro vero sentimento e del nostro pensiero più profondo. Comunicare con le sole immagini o con un suono è forse più aderente alla forma della nostra mente, al modo che abbiamo di sentire e "parlare" con le viscere: comunicazione primordiale, ma schietta e, a volte, necessaria. La comunicazione del cinema.

Un piccolo assaggio:



14 commenti:

Carolina Duepuntozero ha detto...

Sono molto curiosa di vedere il primo film. Credo che questo week end sarà mio.

Mari da solcare ha detto...

Ciao, Veronica! Mio figlio ha visto The Brave e l'ha trovato delizioso. La tua analisi, come sempre, mi pare azzeccatissima. Acuta la riflessione sul ruolo della regina. Spero di poter presto gustare anch'io il film. Grazie!

Veronica Mondelli ha detto...

@Carolina: sono tutti e due molto belli, ma il mio cuore propende per La Luna... un piccolo capolavoro. Penso però che per i temi The Brave vada approfondito e non liquidato velocemente come molti hanno fatto. Grazie per il tuo commento ^_^!

Veronica Mondelli ha detto...

@Maria: sì, è vero, è un film delizioso. I temi sono tantissimi e, anzi, non ho avuto spazio per approfondire una parte brevissima ma che fa riflettere: quando è orso la regina perde la ragione, per pochi istanti, e aggredisce con violenza la figlia. Da approfondire anche questo aspetto! A presto e grazie a te!

occhio sulle espressioni ha detto...

Dico la verità, ho pensato di andarci in questo week-end perché non ho trovato altro.
Mi riservo la lettura nell'eventuale post visione. :)

Veronica Mondelli ha detto...

Sì, se vuoi leggerla, meglio leggerla dopo la visione... Qua e là metto sempre qualche piccolo spoiler :). Ma che intendi quando dici che non hai trovato altro per questo week-end? Film interessanti? Io, se riesco, vado a vedere Prometheus, voglio vedere che ha combinato Scott!

Alchemilla ha detto...

Splendida analisi la tua! Sono piaciuti entrambi anche a me. La luna è veramente poesia.
Per The Brave l'unica cosa che mi spiace è che continuando a raffigurare gli uomini in quel modo mi sa che lo diventeranno tutti davvero e sarebbe un peccato! C'è posto per l'intelligenza in entrambi gli universi....
Un salutone veloce!

Veronica Mondelli ha detto...

Sì, Alchemilla, verissimo! Penso infatti che la figura del re, così buono e simpatico, sia la figura che più sta in mezzo, quello che decide, fa il buffone, ma prende le cose anche con la giusta ironia - o senza dare ad essa un peso troppo eccessivo. Non sono tutti maschi da buttare quelli del film. Specialmente i principi che aspirano alla mano di Merida: sono solo succubi dei padri! Insomma: meglio scegliere il proprio destino in base a ciò che si vuole, non in base al proprio sesso.
Grazie infinite per il tuo commento e a presto!

Vele Ivy ha detto...

Anch'io ho appena recensito "The brave"!
Per una volta però devo cantare fuori dal coro, perchè mi ha un po' delusa. Dalla Pixar mi aspettavo qualcosa di più, mentre questo film non mi ha presa più di tanto... ne ho parlato nel mio ultimo post.
Però, "La luna"...!! Che meraviglia! Spero tanto vinca l'Oscar *___*

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Vele!! Credo che ci siamo commentate i post a vicenda ^_^. Grazie per il tuo commento. La Luna è stato un grandissimo piccolo gioiello, di sicuro superiore a The Brave.

Babol ha detto...

Due bellissime recensioni, complimenti!
Nonostante la sua "semplicità" anche a me è piaciuto molto Brave, ma mi sono letteralmente innamorata del delizioso La luna, un concentrato di dolcezza e poesia.

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Babol! Benvenuta nel mio blog! Ti ringrazio tanto di essere passata da queste parti e di aver lasciato un tuo pensiero. Pensiero che condivido in toto. Brave è stato definito da molti sin troppo semplice e sbrigativo, ma mi ha comunicato qualcosa di buono e profondo. Per non parlare de La Luna... Un incanto!
Grazie ancora e a presto!

DOC ha detto...

Confesso di aver letto un po' a salti la tua recensione, ma solo perchè conto di dartene riscontro quando... sarò tornato dalla Luna ;-) Ciao ciao.

Veronica Mondelli ha detto...

Hai fatto benissimo, DOC!
A presto, allora :).