martedì 18 settembre 2012

Full Metal Jacket, 25 anni e non sentirli



Full Metal Jacket uscì negli USA e in Europa tra giugno e ottobre del 1987
Un quarto di secolo e l'immensa opera di Kubrick ancora parla per la nostra epoca. 
Nel film, la guerra è quella del Vietnam, spesso assurta a paradigma di ogni altro conflitto dell'era contemporanea. E non è sbagliato dire che anche Full Metal Jacket è diventato il paradigma di ogni altro film di guerra. Perché Kubrick ha saputo analizzare e vedere lontano. 
Nel 1987 la guerra del Vietnam era conclusa da più di dieci anni. Senza ombra di dubbio, aveva lasciato uno squarcio negli Stati Uniti, nel mondo e nella cultura in generale. Mentre il globo si divideva tra guerrafondai e figli dei fiori, Kubrick ha fatto qualcosa in più. Ha analizzato la natura umana, riassumibile nel personaggio di Joker, nel suo Born to Kill, nella sua spilla col simbolo della pace, nelle sue imitazioni di John Wayne.
Kubrick ha girato un film sulla natura animale dell'uomo, incline all'istinto e alla razionalità, mescolata a quel gusto per il gioco che l'umanità ha sempre usato per spiegare il mondo. Il gioco è l'unico modo in cui un conflitto si può affrontare - di per sé irrazionale, la guerra sarebbe oltremodo irrazionale senza qualche piccola regola. 
L'aveva già detto Renoir, ne La grande illusione.
Lo conferma Kubrick, creando un film in cui il gioco della guerra si fa paradossale: i soldati vivono il conflitto e la violenza imitando il mondo del cinema e il sistema ludico. Non a caso, la colonna sonora di Full Metal Jacket ha dello straniante. Surfin' Bird dei Trashmen, mentre si spara a tempo di musica e si sfila con le barelle cariche di soldati agonizzanti, è l'emblema dello straniante del film, è il simbolo della guerra percepita come folle gioco, forse per meccanismo di difesa, forse solo perché, in fondo, la guerra ha delle regole che somigliano ad un gioco.  Kubrick aveva già capito che la guerra sarebbe divenuta sempre più mediatica e mediatizzata, alla portata di tutti, un evento in grado di entrare in casa senza essere compreso a fondo nella sua atrocità. Kubrick aveva capito che, volenti o nolenti, avremmo vissuto la guerra da uno schermo e che, folli o sani, razionali o violenti, ne avremmo preso parte.
Vedendo la scena di Surfin' Bird sembra quasi di assistere alla sequenza di un videogioco, una sorta di sparatutto ante-litteram.
Sono tanti coloro che mettono fiori nei cannoni, ma giocano alla guerra solo virtualmente, accendendo la PlayStation o l'Xbox. Siamo un po' tutti come Joker - quale nome migliore? - animali nati per uccidere, burloni, incoscienti e pacifisti nell'anima.

14 commenti:

Babol ha detto...

L'unico film di guerra "vedibile", assieme ad Apocalypse Now, per me che non amo il genere.
Ho detto vedibile?
Aggiungo Capolavoro, giusto per non sbagliare!

Veronica Mondelli ha detto...

Verissimo, Babol. Perché sia Full Metal che Apocalypse non sono patetici né vogliono mettere in campo buonismi, sentimentalismi e tutte quelle cose che finiscono in -ismi e che talvolta stonano.

Anthea ha detto...

L'ho visto e molto amato: l'avevo quasi dimenticato. Grazie di averlo ricordato è un film capolavoro.

Veronica Mondelli ha detto...

Grazie a te, Anthea! E bentornata!! :)

Anonimo ha detto...

Io aggiungo anche Orizzonti di gloria tra i film guerreschi da ricordare.

Per quanto riguarda Full metal jacket, mi limito a ribadire quel che è stato scritto più sopra: un autentico Capolavoro.

I miei migliori saluti.
Tristam Strauss

Veronica Mondelli ha detto...

Caro Tristam, immaginavo un tuo intervento!
È vero, c'è anche Orizzonti di Gloria. Film bellissimo, su un periodo che mi affascina molto e, almeno a mio parere, portatore di una tensione e di una sofferenza indicibili. Per quel che mi riguarda è il film più magistralmente soffocante di Kubrick.

Mari da solcare ha detto...

Cara Veronica: ho una lista di vecchi film non visti da vedere. Dalla tua magistrale rivisitazione, comprendo che Full Metal Jacket è imperdibile. Se insegnassi alla scuola superiore, lo utilizzerei per una riflessione sul quel gioco assurdo che è la guerra. Grazie davvero.

Veronica Mondelli ha detto...

Cara Maria, indubbiamente Full Metal Jacket è un film da non perdere.
Credo anche che con le dovute cautele e le necessarie spiegazioni, possa essere proiettato anche in una terza media. Il film è ben bilanciato e tutte quelle che sembrano divertenti spacconate sono poi riequilibrate dalla tragicità degli eventi e del comportamento umano.
Un abbraccio!

DOC ha detto...

Ciao Veronica. La tua disamina non fa una piega. Proprio pochi giorni fa disquisivo con la mia compagna sull'aspetto ludico della guerra. C'è chi demonizza i media e i videogiochi per la suggestione indotta, ma se riuscissimo a trasferire la guerra dal piano fisico al virtuale, se al sangue vero riuscissimo a sostituire pixel rossi, o realistiche rappresentazioni alla Kubrik, questa deviazione umana potrebbe trovarvi sfogo senza far danno. Vuoi drogarti? Ascolta musica. Vuoi fare la guerra? Gioca a Risiko...

Veronica Mondelli ha detto...

Caro DOC, la tua disamina non fa una piega! Sono perfettamente d'accordo con te. A presto!

Pupottina ha detto...

ricordo di averlo visto.
sono passati tantissimi anni
un bel film che fa riflettere sul perché della guerra

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Pupottina! Grazie per essere passata di qua.
Per i venticinque anni è stato realizzato un blu-ray del film ricco di extra. Una buona occasione per rivederlo ;). Ciao!

Vele Ivy ha detto...

Hai proprio ragione, a partire dal titolo. E' un film dalla modernità sorprendente... lo sono tutti i film di Kubrick, ma questo in particolare.

Veronica Mondelli ha detto...

Verissimo, Vele. Kubrick rimane moderno nei temi e nello stile. Un genio. A presto, cara!