giovedì 1 marzo 2012

The Walking Dead, seconda stagione - seconda parte


The Walking Dead, seconda stagione: la seconda parte - dalla puntata 8 alla 13 – è di nuovo in onda dopo la tipica pausa delle tv statunitensi: e quello che si è visto fa ben sperare per l'andamento della serie.
Parecchie cose colpiscono l'occhio, facendo di The Walking Dead un'opera televisiva tra le migliori degli ultimi anni. La storia sa attrarre, anche se le storie di zombie sono sempre le stesse: tuttavia è il modo con cui le vicende sono narrate e il modo in cui gli sviluppi prendono svolte inattese che fa riflettere approfonditamente.

La prima puntata era stata interessantissima per quella lunga e interminabile sequenza in cui i protagonisti si tenevano nascosti sotto le auto intrappolate nel classico ingorgo autostradale, mentre gli zombie si trascinavano stanchi, in un continuo sobbalzo di cuore e timori: li troveranno o non li troveranno?
La prima parte della seconda stagione si era conclusa tra adrenalina e tragicità, lasciando già intravedere l'interrogativo che poi sarebbe esploso con la ripresa della serie alla puntata 8: chi è il vero zombie? Quelli verdi, mezzi putrefatti e affamati o gli uomini ancora vivi che pur di sopravvivere trasformano la loro esistenza in un far west? Già, perché da queste ultime puntate si può rovesciare la questione: se gli zombie sono non-morti, i sopravvissuti sono non-vivi. La loro non è, in fondo, vera vita, come non è vera vita quella degli zombie. La vita dei non contaminati è una folle lotta per la sopravvivenza, che prevede la distruzione di ogni regola del buon vivere, della morale e del rispetto. Vale solo la legge dell'homo homini lupus, quella del mors tua vita mea. Tutti sono concentrati sui propri obiettivi, obiettivi sul brevissimo termine, altre volte su quelli a lungo termine – l'amore, la famiglia. Ma quanto è possibile progettare in un mondo così?
Anzi, si può azzardare una visione piuttosto cinica e crudele: gli zombie mangiano altri uomini senza volontà, sono agiti. Ma gli uomini ancora vivi uccidono altri uomini seguendo la loro ferrea volontà – più o meno folle: chi è migliore, allora? Chi è esecrabile? Chi giustificabile? Il fatto è che neppure nello spettatore c'è posto per i buoni sentimenti: tutti, in un simile cataclisma, agirebbero violentemente pur di salvare se stessi e la propria famiglia.

Non a caso, questo nuovo The Walking Dead si può definire un far west. Meglio: un western con gli zombie. Ce lo dimostra una bellissima e curatissima scena della ripresa della serie, nella puntata 8. Rick, il protagonista, e i suoi compagni, si trovano in un bar di paese che, però, ha tutta l'aria di un saloon: insomma, molto old style. Qui Rick deve convincere il vecchio medico ad abbandonare l'alcool e a tornane nella fattoria-base, luogo ancora sicuro. Ma ecco che entrano in scena due energumeni, due personaggi vivi finora mai visti, armati di pistole e intenzioni minacciose: approdare nella fattoria, ancora ricca di viveri, e lì insediarsi. Ma Rick e il suo gruppo non possono permetterlo. La sopravvivenza impone regole rigide e difesa a spada tratta – costi quel che costi. Ora non conta più se Rick, un tempo, era stato un poliziotto indefesso e ligio al dovere.

Ed ecco che si ripete il classico schema da duello western, con tanto di mano preventiva sulla fondina della pistola: particolare a cui non si può non prestare la massima attenzione. Calma, movimenti lenti che fanno presagire cattive intenzioni. La mano sfiora l'acciaio freddo, decisa, pronta, in un silenzio carico di attesa.


Rick è di spalle e si riflette nello specchio. Il suo nemico posa la pistola sul bancone del bar.



Nonostante il ragazzo finga buone intenzioni - posando la pistola e facendosi un drink - Rick non si sente sicuro: e la mano si sposta sulla fondina, fa un movimento particolare, l'accarezza, la sente vicina.


Rick sembra sentirsi al sicuro. E apparentemente ha tolto la mano dalla pistola. In realtà è semplicemente pronto a scatenare l'inferno.


11 commenti:

Anthea ha detto...

Direi particolarmente avvincente grazie alla tua bella recensione. Ma dico una sciocchezza o esiste anche il fumetto? Si tratta della serie trasmessa da Fox? Mi sembra molto interessante e l'adrenalina pare assicurata. Ciao Veronica!!

Veronica Mondelli ha detto...

Sì, Anthea, The Walking Dead è tratto dall'omonimo fumetto ed è la serie trasmessa da Fox. È molto avvincente, una delle migliori produzioni televisive degli ultimi anni. Ciao, Anthea, grazie per il tuo commento e buon week-end!

Vele Ivy ha detto...

Non lo conosco (ancora) ma se è tratto da un fumetto già mi bendispone :-)
Vado a cercare info sull'opera a fumetti!

Veronica Mondelli ha detto...

Il fumetto è piuttosto famoso e anche ben fatto, secondo me. La serie tv un pochino si discosta dalla storia del fumetto, ma è questo il bello: ci sono due linguaggi diversi, due prodotti originali e interessanti.
Ciao, Vele, grazie per il tuo commento!

MemoriaRem ha detto...

Ciao! Ho visto che ti sei aggiunta ai miei lettori, grazie!:)..Faccio lo stesso anche io naturalmente. Non sono un'affezionata alle serie-tv, ma questa tua recensione mi ha proprio incuriosito.
Verrò spesso a trovarti,
a presto!:)

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao MemoriaRem, benvenuta nel mio blog e grazie per esserti aggiunta :).Grazie anche per la fiducia. A presto!

Giulia Giarola ha detto...

dev'essere veramente figo... *__* e io non ho ancora visto la prima stagione!! cavoloooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!! XD

Veronica Mondelli ha detto...

Giuliaaaa! E' stupenda questa serie *_* mi tiene sempre con il fiato sospeso. Te la straconsiglio!

Carolina Venturini ha detto...

Avvincente, anche se non del mio genere.

Pupottina ha detto...

piace un sacco anche a me

^______^

Veronica Mondelli ha detto...

@Carolina: non so esattamente quale sia il tuo genere. Anche io, in passato, non ero particolarmente fan degli zombie. Poi, un giorno, guardando un film, mi è scattata una molla in testa: al di là del perturbante che sanno inscenare e che sa dare piacere allo spettatore proprio perché lo spettatore è al sicuro, ho capito un'altra cosa: le storie sugli zombie mettono in scena il rapporto che tutti noi abbiamo con la vita quotidiana. Ci curiamo delle cose in modo adeguato? Famiglia, amici, amore vengono al primo posto o siamo distratti? L'arrivo di un'apocalisse zombie induce i protagonisti a coltivare il familiare e così nelle storie di questo tipo possono venir fuori riflessioni sulle dinamiche di gruppo, sui modi di socializzare, collaborare e creare comunità.

@Pupottina: sono contenta di aver trovato qualcuno a cui piaccia The Walking Dead. Pensavo fosse molto famoso, invece sono in parecchi ancora a non conoscerlo.