giovedì 8 marzo 2012

Donne nell'arte: Alice Guy e Sofonisba Anguissola



Alice Guy
Alice Guy e Sofonisba Anguissola sono due testimonianze reali e tangibili che le donne sono in grado di fare tutto. Possono svolgere qualsiasi attività, senza essere migliori o peggiori degli uomini. Per quel che mi riguarda, non ho mai visto alcuna differenza tra donne e uomini. L'unica sta nel fisico e nella fisiologia. La mia tendenza è vedere unità e somiglianze tra universo maschile e universo femminile. Mi piace dire che siamo uguali e che le sole differenze che si possono cogliere sono quelle, necessarie, tra individuo e individuo. E si può aggiungere: nell'uomo c'è una più o meno netta componente femminile e nelle donne c'è una più o meno netta componente maschile. Alice Guy e Sofonisba Anguissola sono due donne che hanno aperto la strada ad altre donne. Due pioniere in un'epoca in cui tutto era realmente difficile e complesso per una donna.

Inizio il mio viaggio tra le donne che hanno segnato l'arte proprio oggi, 8 marzo. Non è un caso: così come è, questo giorno appare vuoto di senso. Più consumistica che realmente riflessiva, la festa della donna suona amara. Tuttora, molti diritti vengono negati alle donne e appare chiaro che l'8 marzo è una parentesi, una sorta di contentino. 

Se proprio si deve parlare di 8 marzo, se ne parli usando formule non consolidate e soprattutto non sospette. Che non si cada nel tranello della festa fine a se stessa, ma si guardi chi ha di dimostrato che quelle paventate differenze tra uomo e donna non esistono. E soprattutto, che sia 8 marzo sempre: ma bisogna che 8 marzo non significhi solo "mimosa", "cena" e "festa". Altrimenti sarà tutto inutile.

Ciò che bisogna scardinare è la mentalità. Non esiste alcun conflitto tra uomo e donna, l'unico vero problema è la mentalità gretta che abita la testa di molti uomini e di molte donne. Ma c'è anche il rovescio della medaglia. Ci sono uomini davvero uomini e donne davvero donne. Alice Guy e Sofonisba Anguissola, nelle loro rispettive epoche, furono di mentalità aperta e furono circondate da persone lungimiranti. Queste donne mandano un solo messaggio: tutti possono fare tutto.

È il 1896 e da appena un anno il cinema è la nuova diavoleria della modernità. Seduta tra le scrivanie della Gaumont, nota casa di produzione francese, c'è una giovane segretaria, Alice Guy: di lì a pochi mesi sarebbe diventata la madre del cinema. Alice ottiene qualche metro di pellicola e gira il suo primo cortometraggio, La Fée aux choux. Il cinema non ha neppure un anno di vita e Alice fa una scommessa, mettendosi dietro ad una macchina da presa. Ma non solo: entro poco tempo avrebbe assunto un ruolo di spicco dentro la Gaumont. Nel 1905, Alice Guy è regista, fa da insegnante ai giovani registi assunti dalla casa di produzione e ne supervisiona i film. E ancora: Alice prima dirige e poi lascia la Gaumont, fonda e controlla una casa di produzione indipendente negli Stati Uniti, la Solax. Con la Solax, Alice Guy produce film di ogni genere, dal mistery alle commedie, gestendo direttamente molti elementi dell'apparato filmico (scenografie, luci). In un'epoca in cui molte altre donne avrebbero preferito svolgere attività più consone alla morale e all'etichetta, Alice insegna, gira, lavora con la luce, con la macchina da presa: e, si sa, la macchina da presa non è uno strumento così leggero. Lavorare con la pellicola è un lavoro da scienziati e da artisti, ma anche un lavoro di fatica, da vero e proprio operaio.

Sofonisba Anguissola, Autoritratto
Ma andiamo più indietro, molto più indietro. Ora siamo nel 1559 e Sofonisba Anguissola lascia Cremona per recarsi alla corte di Filippo II di Spagna, di cui diviene ritrattista. Sofonisba è una delle prime pittrici italiane di cui si ha memoria. Vive tra rinascimento e barocco, ma nella sua arte non c'è quasi nulla delle due correnti artistiche. Sofonisba si muove nell'orizzonte del naturalismo e adotta uno stile rigoroso e di respiro internazionale, caratterizzato dall'intimità e dalla quotidianità di certi gesti e atteggiamenti. Caliamoci per un attimo nei panni di Sofonisba. L'arte era governata dagli uomini. L'arte era un lavoro anche molto faticoso e molto poco astratto. Sofonisba entra nella bottega di Campi e lì impara tutto: non solo a disegnare e dipingere, ma anche a creare i colori, a scolpire, a lavorare il legno e a fare le cornici, perché era questo il lavoro all'interno delle botteghe, un lavoro con cui ci si sporcava letteralmente le mani. La pittrice gira tutta l'Italia e gran parte dell'Europa. Si sposa due volte. Ottiene subito grande fama internazionale e verrà ricordata con venerazione dal suo successore alla corte di Spagna, Antoon van Dyck.



12 commenti:

Elisa ha detto...

Bello qui... Forse un po' buio lo sfondo per i miei gusti, ma concorda col titolo! :)

Veronica Mondelli ha detto...

Benvenuta Elisa! Ti ringrazio molto. Effettivamente la grafica del mio blog è un po' vecchia e sto lavorando per stravolgerla e renderla molto più chiara :).
Grazie per il tuo commento, a presto!

Mynameis DOC ha detto...

Uomini e donne, siamo tutti figli di un ventre materno. Ugualmente capaci di eccellere nelle proprie attitudini, come giustamente fai notare. Anzi, come tu stessa dimostri. Auguri, Veronica.

Vele Ivy ha detto...

Quanto sono d'accordo! Anch'io valuto le differenze tra individuo ad individuo, non tra uomo o donna. Non sopporto nemmeno quelli che dicono che le donne sono "più intuitive" "più sensibili" "più ordinate"... odio queste generalizzazioni, che non fanno altro che acuire l'idea di una differenza mentale tra uomini e donne!

Mari da solcare ha detto...

Post prezioso, in puro stile "mondelliano". Sottoscrivo ogni parola.

Veronica Mondelli ha detto...

@DOC: le tue parole mi lusingano. Mi fanno un immenso piacere. Ti ringrazio infinitamente.

@Vele: non sopporto neppure io quando ci categorizzano, né mi piace categorizzare gli uomini. La varietà mi piace molto molto di più!

@Maria: ti ringrazio per lo stile "mondelliano"... sei gentilissima, grazie infinite per l'appoggio!

Claudia ha detto...

Concordo assolutamente con tutto ciò che hai scritto sul significato dell'8 marzo e ti ringrazio per avermi fatto conoscere queste due donne, così straordinarie, di cui non avevo mai sentito parlare! Chissà quante altre figure femminili geniali sono ancora nell'ombra!

Anthea ha detto...

Grazie Veronica per il tuo post che mi sono letta con molta attenzione. Le donne importanti sono state molte e nel cinema e nella pittura le pioniere che hai citato avrebbero ancora da insegnare molto anche o forse soprattutto oggi. Donne e uomini devono collaborare per una società in cui la discriminazione e il maschilismo siano intollerabili e lascino il posto a una figura umana che vale in quanto persona al di là del genere a cui appartiene.

Veronica Mondelli ha detto...

@Claudia: grazie per essrmi passata a trovare e grazie per le tue parole. Effettivamente ci sono tantissime donne che hanno fatto molto in tutte le epoche e ho intenzione di scoprirle e di parlarne nel blog. A presto!

@Anthea: grazie per il tuo commento. Hai spiegato in due righe ciò che penso anche io: la persona al di là di ogni genere. Grazie mille e a presto!

Carolina Venturini ha detto...

Condivido il tuo pensiero e mi piace la tua idea di dedicare una rubrica alle grandi donne.

Lara ha detto...

Sono contenta di averti "trovata" in questo grande mondo virtuale, cara Veronica.
Ho letto il tuo post con molta attenzione e entusiasmo.
Così, come hai fatto tu, dovremmo vivere l'otto marzo e tutti gli altri giorni: rendendo omaggio alle persone, uomini o donne che siano, che ci hanno lasciato e ci lasciano qualcosa che vale la pena di ricordare.
Grazie!
A presto,
Lara

Veronica Mondelli ha detto...

@Carolina: grazie del sostegno. Spero di realizzare una rubrica corposa!

@Lara: grazie a te per essere passata dal mio blog! La questione delle grandi donne del passato mi interessa molto: sono una enorme dimostrazione di forza e coraggio, qualcosa a cui tutte (e tutti) dobbiamo attingere.