lunedì 28 ottobre 2013

Shingeki no Kyojin (L'attacco dei giganti)


Titolo originale: Shingeki no Kyojin (lett. I giganti dell'avanzata) - Anno: 2013 - Nazionalità: Giappone - Genere: Fantasy/Catastrofico/Strategico - Episodi: 25 - Stagioni: Una (in corso) - Tratto dal manga di: Hajime Isayama - Regia: Tetsuro Araki

In un universo parallelo, il mondo è dominato da feroci giganti asessuati che divorano gli uomini.
L'umanità, per scongiurare l'estinzione, ha costruito altissime mura e ha diviso quella poca terra ancora dominata in tre zone concentriche. La più interna è quella abitata dal governo e dai potenti. Le mura esterne sono quelle più esposte ai giganti. Tuttavia, le mura hanno un'altezza che nessun gigante conosciuto ha mai raggiunto.
Fino a che, un giorno, un fulmine non squarcia il cielo. E compare un gigante che supera di gran lunga l'altezza delle mura. Il gigante crea un varco; un altro gigante, corazzato, finisce il lavoro e apre la strada a tutti gli altri. I giganti iniziano a banchettare.
In mezzo alla gente, al caos e al sangue, c'è un bambino, Eren, accompagnato dalla sua inseparabile amica/sorella Mikasa e dal gracile amico Armin. Eren odia i giganti. Il suo sogno è quello di entrare, un giorno, nel Corpo di Ricerca, una parte dell'esercito che, sulla divisa, porta cucito uno stemma a forma di ali: è l'unico comparto che può uscire dalle mura ed esplorare il mondo. Il Corpo di Ricerca è l'avanguardia delle forze armate: cerca di eliminare più giganti possibili, ma al rientro dalle missioni risulta sempre tragicamente decimato.
Il sogno di Eren – quello di entrare a far parte del Corpo, vedere il mondo e il mare – diventa una ragione di vita e una promessa di vendetta il giorno in cui i due giganti abbattono le mura e fanno strage. Eren giura ancora una volta di eliminare tutti i colossi proprio nel momento in cui, inerme, vede uno di loro divorare sua madre.





Passano gli anni, Eren, Mikasa e Armin entrano nell'esercito e vengono duramente addestrati. E, proprio quando sembrano pronti, succede ancora: una nuova breccia, inespressivi giganti che divorano uomini, lo sterminio della  popolazione. È giunto il momento per Eren, diventato uomo, di vendicarsi, di mantenere la sua promessa, di dimostrare l'eroismo che ogni spettatore si aspetta.
Eppure, alla puntata cinque, tutto si spezza. Tutti i topoi di anime e manga, tutto il già visto e l'atteso, decenni di cultura animata nipponica e non e di serie tv e di film vengono spazzati via in un colpo.
Altro che colpo. È il colpo di scena dei colpi di scena. Il totalmente inaspettato. E anche, finalmente, qualcosa di nuovo. La sceneggiatura inizia a regalarci di tutto, privandoci di ogni appiglio. Un tradimento/inganno allo spettatore di tale caratura si vede molto poco, soprattutto in televisione.
È questo uno dei motivi principali per cui L'attacco dei Giganti è l'anime del momento. Nato da un fumetto piuttosto acerbo nello stile, ma in crescita costante – un po' come è avvenuto per Kuroko no Basket, incisivo, veloce e tagliente nella storia, ma grezzo nel disegno e comunque in maturazione – Shingeki no Kyojin ha il sapore di qualcosa dal forte impatto, che difficilmente si può dimenticare.
A questo si aggiunga che anche il genere proposto è un genere sfuggente. Anzi, questa storia, forse, non ha neppure un genere. Fantasy? Catastrofico? Zombie movie in versione gigantesca? Politica, spionaggio, terrorismo? Tutto e niente. Perché L'Attacco dei Giganti non è neppure una di quelle storie con il supereroe dai poteri magici, forte ma in crescita. No. È una storia di ragazzini deboli che vogliono solo vivere. È la storia di quanto siamo piccoli fuori, ma giganti dentro. È la storia di quanto l'uomo, pur nella sua fragilità, sia in grado di fare grandi cose. I membri dell'esercito possono fare qualcosa di grandioso: volare. Per muoversi “liberamente” tra i giganti e attaccarli nel loro punto debole (la base del collo), i membri dell'esercito dispongono di un sistema di manovra multidirezionale, che permette loro di agganciarsi a mura e alberi e di essere spinti in aria da un forte getto di pressione. Ed è davvero liberatorio e spietato ad un tempo vedere tutti questi esseri simili a insetti poter volare e poter comunque gustare il piacere del volo l'istante prima di finire, all'improvviso, nella bocca di un gigante – tra l'altro, il momento del volo è uno di quelli che, a livello di tecnica d'animazione, regala più brividi. 














Shingeki no Kyojin stupisce a ogni puntata. Soprattutto perché gli episodi non hanno uno schema fisso e, anzi, propongono strutture sempre diverse, riuscendo a spiazzare completamente la visione. Si possono fare mille ipotesi su quello che avverrà: nessuna di quelle sarà mai azzeccata.

L'altro elemento di forza della serie è il protagonista, Eren Jaeger. Il suo personaggio è praticamente unico nel suo genere per motivi che non vanno qui elencati o si perderebbe tutto il colpo di scena. Al di là di questo, comunque, Eren è un personaggio dalla forza estrema, sicuro, fermo, ma anche animato da una violenza repressa eclatante, in grado di esaltare lo spettatore e di farlo smaniare col sangue che ribolle nelle vene.

La storia ha delle potenzialità enormi che, si spera, verranno ulteriormente sviluppate senza decadere, dato che di carne al fuoco per fare faville ce ne è davvero moltissima. L'unica speranza è che non si indugi troppo, ma si vada, in futuro – per la seconda stagione – direttamente al sodo, senza allungare esageratamente il tutto e continuando sulla strada dello spiazzamento.

L'attacco dei giganti si pone sulla scia di molte altre produzioni di questo periodo, cinematografiche e non. Ci si trova, ancora una volta, di fronte ad una storia terribilmente catastrofica, in cui l'umanità rimasta deve compattarsi per il bene comune ma in cui, per certi versi, vige la legge della giungla e i malvagi cercano di soverchiare i retti e gli onesti.

Potremmo citare la minaccia costante in The Walking Dead. Con la differenza che il fumetto di The Walking Dead regala davvero ad ogni pagina un colpo di scena devastante, mentre la serie tv è molto più edulcorata. L'attacco dei giganti, seppur meno cruento a livello televisivo, sa essere, anche per il grande pubblico, una produzione in grado di sconvolgere. E non è affatto facile assorbire su larga scala una serie che sfugge a ogni definizione e aspettativa. Ma, in fondo, è questa la cosa davvero divertente e forse nuova per una produzione animata tanto seguita.  



4 commenti:

Babol ha detto...

Ho lì le prime puntate dell'anime da vedere. Aspetto diminuiscano quelle delle serie poi finalmente spero che riuscirò a guardarle perché ne state parlando tutti benissimo!

Veronica Mondelli ha detto...

Questo è veramente un anime da sturbo! Ti tiene incollato alla tv, ti fa perdere il sonno, sul serio :).

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Un megacolpo di scena?!
Io non posso resistere se dici così... tra l'altro (giustamente) eviti di spoilerare, così anche se non conosco la storia sono già incuriosita...

Veronica Mondelli ha detto...

Be', Vele, questo deve essere visto! Credo proprio che sia l'anime dell'anno!