martedì 12 marzo 2013

Spoleto, un continuo viaggio nel tempo


Spoleto è un incredibile museo a cielo aperto. Si passeggia per le strade ed è possibile vedere opere d'arte e accedere a siti storici di ogni epoca e influenza artistica.
Arte greca, romana, tardoantica, influssi longobardi, il medioevo e il rinascimento umbri, le arti visive contemporanee. C'è l'imbarazzo della scelta.

Il Teatro Romano, con le sue scalinate ellittiche


Partendo dal livello più basso della città, incontriamo il Teatro Romano, un piccolo gioiello del I secolo a.C., ancora in uso in estate, durante il Festival dei Due Mondi; intorno, il Museo Archeologico, che raccoglie statue e marmi sia provenienti dal teatro (tra cui una stupenda statua femminile acefala, originale greco risalente al V secolo a.C.), sia monili, vasellame e oggetti di uso quotidiano provenienti dalle vicine necropoli di Norcia, Monteleone e Piazza d'Armi.

L'impluvium della casa romana e il pavimento a mosaico con le tessere nere e bianche a forma di rombo


Salendo, ci si imbatte in una meravigliosa Casa Romana del I secolo d.C.: sottostante il Municipio e sormontata da volte a crociera, la casa mantiene un pavimento mosaicato bicolore, ricco di elementi geometrici che si ripetono e che danno all'ambiente un grande respiro ornamentale; rimasto intatto è l'impluvium, mentre appaiono molto danneggiati gli affreschi che, però, permettono ancora di godere dei colori principali della pittura romana, il rosso e il blu. Con tutta probabilità, la casa era di proprietà della madre dell'imperatore Vespasiano.

La facciata del duomo col portico, i rosoni e il mosaico d'oro


Salendo ancora, Spoleto ci regala il Duomo della città, un complesso che coniuga stile romanico e gotico. In marmo bianco e adornato da otto rosoni di diversa misura, al centro della facciata presenta un mosaico in cui prevale l'oro. All'interno, nel catino absidale, si staglia un enorme ciclo dedicato alla Vergine e risalente alla seconda metà del Quattrocento, opera di Filippo Lippi

Dio benedice Maria tra angeli e santi immersi in un cielo blu e oro


Annunciazione, Natività e Morte della Vergine si trovano nell'ordine inferiore del catino, mentre la parte superiore è occupata per intero dalla scena dell'Assunzione di Maria. Lo stile, nella resa di volti, corpi e panneggi (specie nei particolari dorati delle vesti) è inequivocabilmente della bottega fiorentina di Lippi – con tutta probabilità fu l'ultima opera del maestro, che morì proprio a Spoleto l'anno dopo la conclusione del ciclo. Tutto l'affresco è abbellito dalla dolcezza dei colori, elemento tipico dell'arte umbra - i maggiori interpreti di tale stile saranno Perugino e Raffaello.

La Rocca di Spoleto, con i due alti torrioni e il grande portico


Salendo ancora, si fa un vero e proprio viaggio nel tempo. Su Spoleto domina una maestosa rocca medievale, la Rocca Albornoziana, imponente, fuori dal nostro tempo, immersa nel suo immaginifico tempo. La si può raggiungere con un ascensore. Usciti, cambiano clima, vento, aria, paesaggio. La rocca è immersa nel verde e il prato è interrotto da strette strade sterrate. Il vento sibila forte e l'impressione è quella di vedere sbucare, da un momento all'altro, un cavaliere con la sua armatura. Ci si perde nelle meravigliose e altissime mura brulle, prive di qualsiasi vezzo, il cui unico ornamento è dato da archi a sesto acuto e volte ogivali. L'interno è una sorpresa continua. Il museo ospitato ci presenta reperti di ogni epoca e ogni stile, dai sarcofagi tardoantichi, ai bassorilievi che coniugano influenze longobarde e quelle romaniche di Wiligelmo, i crocifissi, con vari Christus Triumphans e Patiens. E poi si arriva nell'eccelsa Camera Pinta: una piccola stanza totalmente affrescata con un ciclo “profano”, dedicato all'amore cortese. Dame, cavalieri, castelli e folti boschi riempiono vari ordini, fino a quello alto e finale, che propone la ripetizione di piccole volte scorciate, primi esperimenti di prospettiva rinascimentale. La Camera Pinta è datata tra il Trecento e Quattrocento: non ha una grande resa prospettica, ma il ciclo, coi suoi verdi e i suoi rossi, è di grandissimo impatto, una magia dell'Arte, del Tempo e del Bello.

La Camera Pinta, cavalieri e dame nei boschi e a cavallo; i fiori ornano l'arco trionfale al centro della stanza



Poco vicino Spoleto, sorge un paese rimasto medievale: Spello. Qui è possibile ammirare il Pinturicchio, altro pittore di grande bravura, interprete di quello “stile dolce” e tenue che dall'Umbria, complice Raffaello e le sue innovazioni, invaderà poi Roma.


2 commenti:

curlydevil ha detto...

che bello ripercorrere con te una passeggiata che feci troppi anni or sono . Adesso però ho un po' di fiatone, che ne dici di una sosta caffè?

Veronica Mondelli ha detto...

Molto volentieri! Spoleto trabocca di bar e caffè bellissimi!