venerdì 13 aprile 2012

Donne nell'arte: Leonora Carrington


È il 1944 e sul numero 4 della rivista VVV, in inglese, Leonora Carrington dà l'atroce testimonianza del baratro fisico e psichico in cui era caduta solo poco tempo prima: “Esattamente tre anni fa, ero internata nella clinica del dottor Morales, a Santander (Spagna) e giudicata pazza incurabile dal dottor Pardo, di Madrid, e dal console inglese.”

È questo l'incipit di En Bas, l'opera più dura che Leonora Carrington abbia scritto. Nata a Lancaster nel 1917 da un famiglia molto ricca, abbraccia la pittura surrealista. Si trasferisce giovanissima in Francia e qui tre fatti la fanno precipitare nel nulla: l'occupazione nazista, l'amore sconvolgente per Max Ernst e la depressione oscura causata dall'arresto di lui.

Leonora ha poco più di vent'anni, dipinge, scrive e non si adegua alla società, al pensiero e alla psiche borghesi. È stato in primo luogo il senso comune a giudicarla pazza: di famiglia borghese, non adottava comportamenti propriamente borghesi. Vederla saltellare sugli scogli a piedi nudi, mentre le altre ragazze cercavano marito, faceva sorgere facili dubbi sulla sua sanità mentale.

Ma, soprattutto, le sue mani erano sempre sporche di colori. A poco a poco forgia la sua arte: dipinti surrealisti di una follia lucida, paradossalmente razionale. Leonora si diverte a sovvertire i segni, a vedere il Vero solo nello Strano e nel Meraviglioso e a sospettare del normale, dello scialbo, del quotidiano. Per questo scrive un racconto, La debuttante, in cui Leonora immagina fervidamente di spedire al ballo non se stessa, ma una sua sostituta: una iena. E dipinge un quadro, un Autoritratto: Leonora è scapigliata, in pantaloni, e sta stringendo un accordo con una iena nella sua stanza. Una stanza vuota in cui potenti linee di forza uniscono un puledro bianco, un cavallo a dondolo, la iena e la stessa Leonora. Il cavallo a dondolo può essere l'infanzia, l'equilibrio precario tra l'essere istintivi e dover fare ciò che la società richiede. Il cavallo a dondolo procede in due direzioni: verso il puledro bianco, la follia libera, e verso la iena, spietata divoratrice di cameriere, ciò che la donna diverrà col suo ingresso in società.

Autoritratto



Tre gatti


Leonora scompone il mondo, ma scompone anche il suo corpo. Imprescindibile per comprendere la sua vita sono En Bas e le descrizioni crude e impietose che l'artista fa della sua condizione fisica in manicomio: legata al letto di contenzione, sporca dei suoi escrementi, si divincola preda degli spasmi e di quella medicina che tanto segnerà il suo fisico, il Cardiazol. Leonora è attenta a ciò che il Cardiazol le produce: surrealisticamente seziona il suo corpo, quasi fosse un happening in cui si costruisce il fatto artistico. E l'analisi di ogni vena, di ogni palpito, di ogni spasmo, diventa un modo per andare oltre il corpo, per raggiungere la psiche tanto decantata dai Surrealisti. Nei deliri, nell'epilessia, nelle convulsioni e nelle smorfie, Leonora sa che sta perdendo il contatto con il fuori. È dallo stato di follia razionale che trae spunto per la sua arte magica: quella delle allucinazioni, dei flou, dei contorni perduti, delle forme che si dissolvono e diventano qualcos'altro. Un mondo chiaramente onirico e sospeso: ma molto più straniante perché la sospensione e l'evanescenza di colori, forme e linee è dentro la realtà. Non oltre, non fuori, ma dentro: e ci si sente perduti di fronte ai suoi quadri, perché lo Strano e il Meraviglioso sono il rovescio scalpitante delle nostre vite così normali da essere inquietanti.


Leonora ha una grandissima capacità di ripresa. Nel giro di pochi anni guarisce. Gira il mondo. Lavora per il teatro, per il cinema, scrive racconti carichi di humor nero, dipinge al fianco di grandi artisti. Ancora molto giovane, si trasferisce in Messico: qui vivrà una lunghissima vita, che troverà compimento il 26 maggio del 2011.

21 commenti:

Debora Suomi ha detto...

Che bel post: adoro le biografie!
Ciao!

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Debora! Benvenuta nel mio blog. Ti ringrazio molto per le tue parole. Anche a me piacciono molto le biografie di personaggi così particolari. Vengo a fare un salto nel tuo spazio virtuale ;). A presto!

Carolina Venturini ha detto...

Un solo pensiero: DEVO leggerlo.

Veronica Mondelli ha detto...

Intendi "En bas"? :)

Vele Ivy ha detto...

Terribile la descrizione della sua prigionia... meno male che poi si è ripresa e ha vissuto una vita lunghissima. Che donna eccezionale!

Veronica Mondelli ha detto...

La sua storia mi ha coinvolto, sconvolto e atterrito, Vele. Sembra impossibile immaginare che una persona che ha vissuto la pazzia possa parlarne in modo tanto lucido, quasi spietato, e riuscire a ricominciare. Ho l'impressione di non aver scritto della sua vita in modo giusto e adeguato: troppe poche righe a disposizione per più di novant'anni di esistenza.

curlydevil ha detto...

Il tuo post mi invita ad approfondire questo personaggio che non conoscevo.Tra l'altro l'idea di mandare al ballo una jena al proprio posto mi fa immediata simpatia.
Complimenti Veronica per la ricchezza del tuo blog.

Veronica Mondelli ha detto...

Grazie Curlydevil! Ti do il benvenuto nel mio blog. Ti avevo già visto commentare sul blog di Anthea.... Ma non sono mai riuscita ad entrare nel tuo!
Leonora Carrington per me è un vero e proprio mito.
A presto e buona serata!

DOC ha detto...

Bellissimo ritratto di una donna forte e coraggiosa: al punto di mettere sotto scacco l'uomo nero, e chiunque lo alimentasse con cure atroci su di lei. I dipinti sono tragicamente affascinanti al par suo. Buona settimana, Veronica. Quando passo di qui ne esco sempre soddisfatto, hai il potere di appassionarmi.

Veronica Mondelli ha detto...

Grazie mille per il tuo sostegno, DOC. Mi dai sempre tanta fiducia e tanta forza per continuare a scrivere :). A presto!

Lara ha detto...

Anch'io adoro le biografie.
E questa donna ha vissuto una vita davvero particolare.
Ti ringrazio per averne condivisa la storia.
Ciao Veronica,
Lara

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Lara, grazie per le tue parole.
Leonora Carrington ha avuto il coraggio di trasformare se stessa in creatività. Dalla distruzione la costruzione. Nulla di più bello. Anche se temo di non averle tributato comunque i giusti onori.
Buona giornata.

Anthea ha detto...

Pittrice surrealista scomparsa da poco so che ha scritto alcune cose anche in italiano che ora grazie alla tua interessante biografia avrei interesse ad approfondire. Mi piacerebbe farlo.

curlydevil ha detto...

Cara Veronica,
sono troppo pigra e incostante per tenere un blog...mi sono iscritta a Blogger perché mesi fa, imbattendomi in quello di Anthea, me ne sono letteralmente "innamorata" e volevo poter commentare. Poi col tempo ne sto scoprendo altri stupendi come il tuo e ogni tanto mi piace dire la mia sui post che mi interessano. Grazie per l'accoglienza.

Veronica Mondelli ha detto...

@Anthea: sì, il libro che ho citato, "En bas", in italiano è tradotto con il titolo "Giù in fondo". E poi c'è un'altra sua opera che qui si trova, "Il cornetto acustico". Artista completa meravigliosa. A presto, Anthea.

Veronica Mondelli ha detto...

@curlydevil: ora capisco l'arcano :). Se un giorno aprirai un blog, puoi stare certa che lo seguirò. Nel frattempo, sono ben contenta di poter parlare con te in questa sede. A presto!

Marilde ha detto...

Arrivo qui dal blog di Carolina Venturini, e trovo questo articolo. Mi interessa moltissimo questa storia e ti ringrazio.

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Marilde, benvenuta! So perfettamente chi sei e sono contenta che tu sia passata di qua. Complimenti ancora per il tuo libro e per il tuo lavoro.

SurKappa ha detto...

Bellissimo questo post su un argomento interessantissimo. Sto infatti raccogliendo materiale per la mia tesi di laurea proprio su Leonora Carrington, e volevo chiederti se potessi gentilmente consigliarmi qualche titolo facilmente reperibile, perchè fino ad ora ho trovato poco (mi trovo a Bologna). Grazie e complimenti per il tuo blog (intanto mi sono iscritta perchè ho intravisto altri articoli che quando avrò più tempo leggerò volentieri)

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao SurKappa! Benvenuta nel mio blog!
Mi fa davvero piacere che tu sia arrivata qui cercando qualcosa per la tua tesi.
Per Leonora Carrington ti consiglio di partire dai suoi scritti. "Giù in fondo" e "Il cornetto acustico" sono fondamentali e sugli store online, come Ibs o Amazon, si trovano facilmente. Poi, credo che dovresti leggere qualche scritto di Breton, recuperare le raccolte di racconti della Carrington e, soprattutto, cercare testi in inglese e francese: magari nelle banche dati digitali universitarie puoi trovare qualche saggio, anche recentissimo, da leggere gratuitamente. Sei hai bisogno di altro sono qui!
Grazie ancora per essere passata di qua. A presto!

SurKappa ha detto...

Grazie dei tuoi consigli. I suoi "Giù in fondo" e "il cornetto acustico" li ho letti subito, non ho letto i suoi racconti, mi sto concentrando sulla produzione pittorica dato che la tesi è in storia dell'arte. Ho da poco giusto ordinato un libro in francese da Amazon e ovviamente ho già ampiamente studiato il surrealismo (sia in storia dell'arte che in letteratura francese), per cui Breton ok, anche se continuo a spulciarlo per i suoi "interessanti" quanto "discutibili" se vogliamo pareri sulla donna artista. Ho letto sia il testo della Agnati che alcune cose della Chadwick. Purtroppo altre cose interessanti sono irreperibili in Italia.
Grazie della tua risposta, e se x caso ti dovesse venire in mente qualche saggio interessante..
A presto :)