giovedì 26 aprile 2012

The Avengers - I Vendicatori





Anno: 2012 - Nazionalità: USA - Genere: Azione - Regia: Joss Whedon

The Avengers. I Vendicatori. Sono sbarcati in Italia, prima ancora che in America. Sono arrivati il 25 aprile, il giorno della (nostra) Liberazione.
I Vendicatori è un film per nerd incalliti: ma pur sempre di liberazione si tratta. Effetti speciali e scene al cardiopalma restituiscono allo spettatore più di due ore di divertimento e adrenalina. Per il nerd incallito e per l'appassionato dei fumetti Marvel, The Avengers regala anche qualche riflessione in più.
Non è un caso che alcuni dei supereroi Marvel vengano inseriti nella stessa squadra e messi a confronto: Iron Man, Captain America, Hulk, Thor comandati dal direttore dello S.H.I.E.L.D Nick Fury, affiancato da due assassini infallibili, la Vedova Nera e Occhio di Falco.
Proprio dal confronto tra eroi si può capire bene quale sia il concetto stesso di supereroe, quale sia il modo in cui la società li percepisce e il cinema li racconta.

Loki, fratello adottivo di Thor, per motivi di gelosia, ha intenzione di radere al suolo il pianeta Terra e diventarne il dio indiscusso. Loki ha una sua teoria personale: gli uomini si riempono la bocca della parola "libertà", ma non la sanno tradurre nella pratica. Lottano per poi essere sottomessi da nuovi poteri peggiori dei precedenti. Lottano, ma non fanno altro che essere governati. Gli uomini sono nati per essere governati. Tanto vale - dice Loki - che gli uomini vengano governati senza che lottino per una libertà inesistente. Loki dona la "pace" ai suoi sudditi: vale a dire gli toglie la smania di libertà.



Smania. Parola esatta per definire i supereroi di questo film, assieme a dolore, eccentricità, stranezza, rabbia, ingovernabilità. Bruce Banner è un ricercatore intelligentissimo; esposto ai raggi gamma, diviene Hulk nei momenti in cui non sa controllare la rabbia. Thor è un dio. Tony Stark è un uomo ricchissimo con un ego smisurato, che veste il suo corpo di un'armatura infallibile, impersonando Iron Man. Steve Rogers ha fatto da cavia ad un progetto del governo americano durante la seconda guerra mondiale, è diventato un supersoldato, ma, ibernato, ha dormito per settant'anni, perdendo il suo mondo e i suoi affetti. Hulk, Iron Man, Thor e Cap se ne vanno in giro vestiti (o svestiti, nel caso di Hulk) in maniera strampalata, luccicante, eccentrica. Sono immagini. Sono simboli.



Thor e Iron Man sono due facce della stessa medaglia: l'uno dio, l'altro Uomo con la u maiuscola, sempre al centro dell'attenzione, eccentrico e folle come pochi altri. Iron Man è una sorta di dio in terra. Hulk e Captain America sono altre due facce di una stessa medaglia: uno "un nervo scoperto", senza armatura, senza divisa, si muove e spacca tutto senza seguire le leggi del mondo e della decenza, ma solo quelle di un istinto ferito. Cap è un uomo fortissimo, ma investito di una responsabilità illimitata: veste con la bandiera degli Stati Uniti, è il simbolo dell'America in guerra, deve essere sempre pronto, razionale, stratega, anche quando non può. È interessante come il film mostri Hulk e Cap nelle prime scene in cui compaiono: Bruce Banner/Hulk è in India e cerca di aiutare la gente povera curandola; Cap sbatte i pugni furiosamente contro un sacco da box e tira ganci così forti che spacca tutto. In queste scene, per un attimo, Hulk e Cap invertono i loro ruoli: l'irrazionalità diventa razionalità e viceversa.

I Vendicatori ci vengono presentati così: "squilibrati ed emarginati" - come li definisce lo stesso Nick Fury - litigiosi, egocentrici, egoisti, eccentrici, smaniosi di mostrarsi al mondo, ma anche dilaniati da intimi dolori inesplicabili, votati ad una solitudine ingiusta. Il film ce li mostra continuamente in un delicato e precario equilibrio tra Es, Ego, Superego e divinità. Nel verso giusto e nel suo contrario. Thor è un dio, sarebbe “oltre”, ma sanguina e ha un amore terreno. Hulk è l'Es nella sua forma più estrema, istinto e voglia di libertà oltre ogni limite. Iron Man è l'Ego, un ego così sviluppato che non ascolta nessun'altra voce: sa solo modellare gli istinti a proprio piacimento. Cap è il Superego, una persona che, prima ancora di essere, è ciò che il governo gli chiede di essere, fino al sacrificio più intimo. Cap è il terreno su cui si battono voleri a lui estranei, ma che lo responsabilizzano fino all'inverosimile.



Da questo punto di vista, è esemplare la scena in cui tutti i Vendicatori litigano tra di loro. Proprio in quella sequenza vengono messe in evidenza quelle tensioni tra Ego, Es e Superego che può vivere una mente con responsabilità pesanti, così pesanti da dover rinunciare a tutto.
Si comprende, così, chi sono i supereroi e cosa rappresentano: sono, in primis, persone speciali con poteri che non hanno richiesto; il governo li vuole, ma alle sue condizioni, pronto ad incolparli qualora qualcosa vada storto. I cittadini li amano, ne esaltano subito le immagini, e da loro s'aspettano sempre il meglio.
Ma i supereroi sono persone con aspettative comuni e responsabilità oltre la loro portata. Sono persone alle prese con i normali sentimenti di ogni giorno, solo più amplificati e più difficili da gestire. Le loro superiorità fisiche o mentali li costringono a fare qualcosa per il mondo. Vorrebbero vivere e amare, ma non possono: e una volta nella mischia si rimboccano le maniche. Rispetto alle persone “normali”, i supereroi hanno più volontà di partecipare e più spinta al sacrificio. Qualcosa che tutti potremmo avere, se solo volessimo. Ma di cui non ci prendiamo carico.
Il supereroe non ha nulla di diverso dagli altri: Steve Rogers un tempo era uno scricciolo che prendeva botte da chiunque; Tony Stark è un uomo con un magnete nel petto che gli permette di sopravvivere; Hulk è pur sempre un uomo alle prese con le sue emozioni; e Thor è dovuto cadere dal cielo per capire che solo in qualità di umani schiacciati si può sentire la spinta ad agire.
È un po' come il cerchio greco: dentro l'uomo, sopra gli dei, sotto le belve. Quando l'uomo usciva fuori dal cerchio era uno hybristes, troppo vicino a dio o troppo vicino alla belva. Ma i miti ci tramandano solo storie di eroi macchiati di hybris, di uomini giusti che hanno oltrepassato i loro limiti.
I vendicatori sono uomini che escono fuori dal cerchio, che, per sopravvivere o proteggere, si avvicinano troppo a dio o alle belve. Formano una squadra di folli mascherati in grado, però, di essere compatti al momento giusto: quello giusto per liberare l'umanità. In fondo, i Vendicatori rappresentano molteplici aspetti dell'essere umano: rabbia, ego, voglia di riscatto, voglia di sentirsi divinità, emozioni forti. Come fanno a gestire tutto questo? Trasfigurando: incanalando tutto ciò che sono in qualcosa di costruttivo, creativo, scientifico e utile. I vendicatori sono solo una metafora dell'umanità.

Il film può essere senza pretese e momento di puro godimento. Ma inevitabilmente finisce per riflettere: narra bene il montare delle emozioni, la presa di coscienza, i caratteri dei protagonisti. Tra gli occhioni dolci e sofferenti di Cap, le battute sarcastiche di Stark, la fisicità di Thor e l'espressione furiosamente libera di Hulk, gli attori si sanno destreggiare molto bene (Murk Ruffalo particolarmente indicato per interpretare Hulk al posto di Edward Norton) e donano immagini di eroi molto verosimili.
Inutile sparare a zero su film di genere e di questo genere. Sanno come costruire opere senza sbavature di sceneggiatura, fanno sognare per un attimo gli spettatori, sanno raccontare anche ciò che non è direttamente visibile: e ringraziamo la Marvel se ha saputo creare un universo fantasioso e perfettamente credibile.


8 commenti:

Claudia ha detto...

Recensione sopraffina, come sempre! Aspetto l'uscita di questo film da tempo, perchè sono affezionata ai supereroi Marvel. Non hai parlato delle figure femminili, sono curiosa di capire il perché quando guarderò il film, non credo sia un caso questa tua "dimenticanza"!

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Claudia, bentornata!
Non ho parlato delle figure femminili per due motivi. In primis perché volevo concentrarmi sui quattro eroi presi ad esame nel film e nei film precedenti. In secundis, perché le figure femminili sono praticamente assenti. C'è solo la Vedova Nera che, tuttavia, rispetto al fumetto, è stata un po' appiattita, credo per evidenti esigenze di tempo. Nel film Natasha Romanoff ha una parte importante, ma rimane un personaggio spietato e ambiguo, che non prova emozioni o finge di provarle. Avrei potuto usarla come contraltare ai quattro eroi protagonisti, ma non c'era più spazio. Ci sarebbe da dire molto molto di più su i Vendicatori, magari dedicherò loro anche altri post :).

Debora Suomi ha detto...

Mi associo ai complimenti di Claudia: ottima recensione!
Io sono una cultrice della mitologia nordica e sicuramente non mi perderò questa pellicola data la presenza (superba!) di Thor.

Ciao e felice w.e.
Debby

Elisa ha detto...

Non è il mio genere... Ma la recensione è ottima comunque! :)

Veronica Mondelli ha detto...

@Ciao Debora! Grazie per il tuo commento. Concordo: presenza (fisicamente) superba di Thor. Questo film può essere visto solo se si sono visti anche i precedenti dedicati ai singoli eroi. Il film "Thor" lo definirei... Un film dalla mitologia nordica piuttosto futuristica. A presto e buona giornata!

Veronica Mondelli ha detto...

@Ciao Elisa, grazie per le tue parole. Un abbraccio e buon fine settimana :).

Anthea ha detto...

Non so se è un film che andrò a vedere ma le tue belle recensioni stimolano sempre la mia curiosità e la voglia di vedere di persona per capir meglio quello di cui scrivi. Complimenti come sempre :-))

Veronica Mondelli ha detto...

Grazie mille, Anthea, sei sempre gentilissima. Ti auguro un buon weekend!