lunedì 21 novembre 2011

Immortals





Anno: 2011 - Genere: peplum - Nazionalità: USA - Regia: Tarsem Singh

Il fumetto e il videogame sono ormai componenti fondamentali per la buona riuscita di un certo tipo di film. Si tratta di un'operazione crossmediale strettamente formale, che vede cinema, fumetto e videogiochi scambiarsi tecniche, darsi suggerimenti e sperimentare le novità gli uni degli altri.
Di sicuro questo ha dato grande impulso alla creazione di tecniche filmiche precise e riconoscibili, declinate in base alle esigenze dei singoli registi.
Si è partiti più o meno dai film dei supereroi dei comics americani - pensiamo a Spiderman - che hanno attinto direttamente dal fumetto e hanno utilizzato le tecniche di animazione digitale del videogioco per permettere ad attori in carne ed ossa di "muoversi" in modo acrobatico.
Tuttavia non è facile dire chi ha iniziato cosa. Se pensiamo alle ultime novità tecniche degli anni Novanta dei fratelli Wachowsky per realizzare Matrix, se pensiamo alle vertigini coloristiche di Blade Runner e poi torniamo giù nel tempo, con i ralenti esagerati che ormai si trovano ovunque, al cinema, nei videogiochi e persino nelle vignette, capiamo che la commistione tra queste tre arti visive è totale e inscindibile.

Poi, qualche anno fa è uscito 300 di Zack Snyder, tratto dall'omonimo fumetto di Miller. Qui le due forme d'arte hanno giocato a ping pong. Già l'opera di Miller aveva un taglio nettamente cinematografico nella scomposizione delle sequenze e nella presentazione delle inquadrature. Taglio che Snyder riprende perfettamente, accentuando i colori, già ben dosati da Lynn Varley, la colorista del fumetto. Con i colori però Snyder ha fatto un capolavoro. Ha utilizzato particolari filtri digitali unitamente a una tecnica fotografica che, aguzzando la vista, rende l'immagine quasi sgranata e composta da un pulviscolo di sfumature ricchissime. Snyder, con il digitale, ha costruito sul suo film la struttura di un videogioco: colori poco realistici, ma di grande impatto, colori che benissimo riprendono la gamma cromatica del vasellame greco, movimenti rallentati, imponenti, già ampiamente usati nei videogiochi, ma di sicura altra derivazione.

300 è stato un film-fumetto-videogioco, e la commistione di questi tre elementi ha permesso a Snyder di intraprendere una riflessione sul mito, sul racconto e sul discorso orale che si fa visivo. 300 è stato in grado di riflettere ampiamente sulle nuove forme cinematografiche.

Immortals è presentato come il nuovo figlio dei produttori di 300. Le somiglianze sono molte e inequivocabili - basti pensare al discorso che Teseo in Immortals fa alla fine del film, molto simile a quello di Leonida in 300. Immortals decide di puntare moltissimo sulla forma. La storia è un pretesto per mostrare ben altro. Il re Iperione vuole impadronirsi dell'arco di Epiro, sottomettere la Grecia, liberare i Titani, uccidere gli dei dell'Olimpo. Teseo è un uomo senza fede dalle spiccate doti fisiche, è eccellente nel combattimento ed è fondamentalmente un giusto. Teseo segue il suo istinto ma è segretamente guidato dal fato e da Zeus.

Da questo semplice plot si trae lo spunto per realizzare un film che raccoglie ispirazione da ogni parte, dal cinema, dal fumetto e dal videogioco. Il videogioco è uno in particolare, vale a dire God of War. Non c'è nel film un vero e proprio Kratos, ma ci sono le sue mosse e le sue azioni. Nel primo combattimento di Teseo, il ragazzo si esprime in una danza violenta tra spade e lance, imitando quasi alla perfezione le movenze e le combo di Kratos. Da God of War provengono altri elementi più o meno spiccati, ad esempio la scenografia: Kolpos, il luogo in cui abita Teseo, è un paese su una roccia a strapiombo sul mare e sembra una di quelle su cui Kratos spesso si è arrampicato. Per non parlare dei Titani, di un colore grigiastro tanto simile a quello dei nemici che Kratos si trova innanzi di continuo, così come il boia di Iperione, raffigurato nel film con un gigantesco elmo a forma di toro, richiama altri nemici del noto videogioco. Il modo in cui il sangue schizza e si avvicendano spazi e situazioni è molto più simile ad un'esperienza videoludica che alla realtà.

Ma quanto conosciamo della realtà dell'antica Grecia? Nulla. Dell'antica Grecia conosciamo le storie, i parossistici poemi omerici, le splendide statue raffiguranti uomini e donne di una bellezza perfetta e sconcertante, il vasellame rosso e nero, due colori che, assieme al bianco e al bronzo delle sculture, spesso identificano i nostri progenitori greci.
Della Grecia antica conosciamo il Racconto, la sua funzione e la forza con cui esso, in una determinata forma, è giunto sino a noi. Non tanto la reale Grecia antica quanto soprattutto il racconto della Grecia antica è davvero Immortale.

Anche per Teseo - così come per Leonida - l'immortalità non è nella carne ma nelle storie che si tramandano, nel modo in cui giungono ai posteri. Se per caso Immortals apparirà "fasullo" e inverosimile, si pensi a con quali modalità abbiamo ricevuto notizie dalla Grecia, si pensi ai colori dei vasi e a come quei colori, grazie al digitale, si sono più o meno perfettamente riversati nel film (e anche in 300). Se le movenze e i combattimenti di Teseo possono sembrare esagerati e inumani, si pensi ai corpi dei discoboli, dei dorifori, alla loro posa, al modo in cui si preparavano al movimento perfetto: oggi possono prendere vita, aiutati dalle incredibili animazioni dei videogiochi. Se situazioni e storie appaiono sopra le righe, troppo violente e al limite del falso, si leggano i poemi omerici, quei versi di sconvolgente bellezza e ricchi di azioni vertiginose, lasciandosi risucchiare in un mondo quasi completamente fittizio e in sé perfetto.

Un altro mio articolo su Immortals si trova su DireDonna

2 commenti:

Giulia ha detto...

Staremo a vedere allora! sono proprio curiosa.... :P mi piacciono molto queste fusioni tra cinema, fumetto e videogiochi... 300 per me resta il nonplusultra del genere, ma sia mai che qualcuno possa superarlo con qualcosa di ancor più fantastico? :) Non credo sia la volta di Immortals... che mi sembra più una copia che una innovazione... voglio vederlo però per togliermi questa curiosità di dosso.... :P

Veronica Mondelli ha detto...

Infatti. Immortals non rappresenta un'innovazione, né è superiore a 300. Continua su quella strada, però. Ed è anche la prova che, finalmente, con le nuove tecniche digitali si possono realizzare dei film peplum molto più vicini allo spirito greco che in passato.
Per farti capire che voglio dire, se ti va guarda il trailer de L'eroe di Sparta, l'equivalente di 300 solo che girato nel '62. http://www.youtube.com/watch?v=tyWjTiEQGbM&feature=youtube_gdata_player
300 è molto più simile al concetto di forma, bellezza e colore dell'arte greca antica. :).
Grazie per il tuo commento, Giulia! Sempre graditissimo ^_^.