giovedì 8 dicembre 2011

Jane Eyre



Anno: 2011 - Genere: Drammatico - Nazionalità: Regno Unito - Regia: Cary Fukunaga

Jane Eyre, il celeberrimo romanzo di Charlotte Brontë, diventa un film perfettamente riuscito nella forma e nei contenuti, abbellito da un cast stellare che vede protagonisti Michael Fassbender (300, Bastardi Senza Gloria e nel 2011 interprete di X-Men, A Dangerous Method, Shame), Jamie Bell (quest'anno al cinema già con The Eagle), Judi Dench e la giovane Mia Wasikowska.


Jane Eyre può essere catalogato come romanzo "femminile". In realtà si tratta di una storia che parte dal particolare e che ha la capacità di divenire incredibilmente universale - tanto che sopravvive ai secoli e Charlotte Brontë sembra essere immortale.

Jane Eyre è una giovane governante "con una triste storia", perché "tutte le governanti ne hanno una". Jane ha sofferto, vittima dei soprusi del cugino, cacciata dalla zia malvagia e maltrattata nel collegio di Lowood, dove incontra e perde la sua migliore amica. Ma Jane ha anche sempre saputo risollevarsi, forte delle proprie convinzioni e dei propri sogni, perseguendo, in quanto donna, una libertà per nulla facile e scontata. Jane è una ragazza esteriormente composta e pacata, ma dentro di lei brucia l'intelligenza, il ragionamento, il discorso sagace, la passione artistica. Il suo barcamenarsi tra un aspetto fragile e un temperamento focoso esplode quando giunge a Thornfield, di proprietà del signor Edward Rochester, dove Jane dovrà fare da precettrice ad Adele, la pupilla del padrone.

Ma il mestiere di precettrice diventa il pretesto per un continuo confronto con il signor Rochester, uomo brusco, irascibile, devastato da una inconfessabile ferita del passato. Tra i due nasce l'amore - inevitabilmente - ma non nasce secondo le modalità dell'etichetta. I due si amano perché si sono scrutati dentro e hanno osservato reciprocamente le proprie anime: Jane non scende a compromessi e Edward è passionale e focoso.



Rochester vede in Jane qualcosa di puro, unico - la ragazza piena di sentimenti che non cede a niente se non alla propria volontà di donna, diversissima da tutte le meschine dame inglesi, pigre bamboline adagiate sulle loro ricchezze.

La storia - nel libro e nel film - prosegue per risvolti tragici e barlumi, luminescenze che danno speranza non solo alla piccola Jane ma a tutto quel pubblico, maschile e femminile, che voglia identificarsi in questo immenso personaggio.

Il film si sviluppa seguendo passo passo il romanzo e interpretandolo alla perfezione. Da tale interpretazione esce un'opera filmica che racchiude in sé il gotico (ma già il romanzo è profondamente gotico, se lo si analizza bene), il romanzo di formazione e a tratti l'horror.

Questi tre elementi emergono di sicuro dalla sceneggiatura ma soprattutto dalla fotografia. È nella resa iconografica che il film dimostra di essere riuscito. Sembra di stare di fronte ad un quadro di Friedrich. La natura si piega ai sentimenti umani, proprio come quella de I dolori del giovane Werther. Gli alberi sembrano rovi aggrovigliati, immersi in un grigio piombo, grigio nebbioso, mentre sfumature di nero emergono quando il sentimento e lo stato d'animo dei personaggi assumono toni cupi e oscuri. Le ombre sono profondissime, appena rischiarate da candele rosso fuoco che nascondono misteri abbaglianti.






La natura assume tratti beige, marrone e ocra punteggiati da un verde scintillante e dallo sbocciare dei fiori, quando le situazioni si appianano e sembrano risolversi. I personaggi modificano il loro aspetto esteriore per esprimere la devastazione delle loro emozioni e delle loro esperienze. Per questo ogni attore sembra essere stato scelto accuratamente per fisionomia e movenze (vi rimando all'immagine finale in cui compare Edward, nel suo nuovo aspetto).



Grazie a questa immensa cura per il dettaglio fotografico, il film, come è giusto che sia, parla solo attraverso l'immagine e il romanzo - o meglio - le parole del romanzo, i contenuti del romanzo, si fanno quadro, colore e montaggio.
Il grande, grandissimo pregio di questo Jane Eyre sta appunto nel far sparire le parole, i perché, le cause e gli effetti spiegati dettagliatamente.
Ejzenstenianamente i significati e i perché sono affidati a montaggi interni all'inquadratura e tra inquadrature.

A questo proposito è bene sottolineare alcune trovate molto interessanti. Ad esempio, il film non procede in ordine cronologico come il libro. Inizia, invece, dalla fuga di Jane da Thornfield - in realtà all'inizio noi vediamo solo una fuga, sarà alla fine del film, quando la prima sequenza verrà replicata con qualche dettaglio in più, a capire di quale fuga si tratti. Jane arriva così alla casa del pastore Saint John. Da qui iniziano flashback, alcuni più lunghi di altri, che non hanno il compito di spiegare o descrivere, ma di mostrarsi: le immagini appaiono, semplicemente, affiorano all'improvviso come ricordi taglienti. Siamo noi spettatori che abbiamo il compito di comprendere quanto avviene attraverso il montaggio suscitato nella nostra testa in qualità di attrazione. Nessuno ci spiega nulla, per fortuna. Gli scarti temporali tra i vari passaggi vanno riempiti dallo spettatore che, per tutto il film, fantastica.

Così come fantastica leggendo il libro. Jane Eyre rappresenta tutto il riscatto che una vita infelice può avere, l'amore, il sogno della propria vita, il selvaggio e l'istinto che si fanno lucida volontà. Procedendo con la lettura monta l'emozione. Ugualmente l'emozione cresce nel film, sia per chi conosce già il libro, provando piacere nel vedere in movimento passioni irrefrenabili, sia per chi non lo ha letto e cova il desiderio di sapere come va avanti la storia e quali misteri si celano dietro le porte e gli arazzi, tra la natura inglobante e protagonista, tra le mura diroccate e bruciate di un castello.

Ne esce fuori un'opera davvero ben fatta. Bazin lo aveva affermato più di cinquant'anni fa che il cinema, attraverso gli adattamenti cinematografici, è in grado di mostrare le proprie peculiarità espressive e formali - cioè proprio attraverso l'interpretazione delle parole e la loro trasformazione in immagine

Jane Eyre in questo film emerge come personaggio fortissimo, quello che tutti noi vorremmo essere. Si lascia attraversare dalle chiacchiere, ne esce ferita ma indubbiamente rinforzata. Conosce l'amore, e vuole conoscerlo a modo proprio, non nel comune senso maschile del termine. Procede a briglia sciolta, sola e con la fermezza di chi vuole esplorare il mondo.
E poi il sogno si concretizza. "È forse un sogno questo?", si chiede Rochester nell'ultima battuta del film, e lei risponde: "Allora svegliatevi".
Il film si interrompe qui, lasciando in un silenzio immaginifico quei particolari che Charlotte Brontë dà alla fine del libro sul futuro di Jane e Edward.

10 commenti:

Emanuele Secco ha detto...

Devo sia leggerlo che vederlo ^^ Messo in lista :)

E.

Veronica Mondelli ha detto...

Grandissimo il libro, bello il film. Non posso che consigliarteli entrambi! Grazie per il commento :).

Liber@discrivere ha detto...

mi sono incuriosita dopo aver visto un tuo commento sul blog di Occhio sulle espressioni, e devo dire che hai un gran bel blog, complimenti!Ti seguirò con interesse ^__^

Veronica Mondelli ha detto...

Benvenuta Liber@discrivere! Ti ringrazio tantissimo. Sto già dando un'occhiata al tuo blog e mi sembra molto interessante! Grazie mille!

Giulia ha detto...

Non ho letto il romanzo (purtroppo) e non ho ancora visto il film (doppio purtroppo)... eppure mi sono innamorata di questa storia!!! *_* devo rimediare al più presto... splendida recensione come sempre rendi il lettore assolutamente partecipe... buon weekend Veronica!!!!

Veronica Mondelli ha detto...

Ciao Giulia!! Il romanzo è stupendo, mi ha appassionato da morire... Io poi sono un'estimatrice delle sorelle Brontë :). Grazie per le tue parole, Giulia, sei sempre gentilissima.

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

non avendo letto il libro non posso fare un confronto, però il film mi è piaciuto parecchio. convincenti soprattutto i due protagonisti

Anthea ha detto...

Ciao Veronica, devi sapere che negli anni ho preso in mano più volte il libro e ogni volta un dettaglio nuovo o una descrizione mai approfondita nelle letture precedenti me lo faceva amare un po' di più. Non ho avuto occasione di vedere il film ma la tua visione dettagliata e approfondita mi ha fatto pensare che mi sono persa qualche cosa e che devo recuperare. Grazie.

Veronica Mondelli ha detto...

@Marco. Effettivamente gli attori sono stati molto bravi. Fassbender è stato molto ma molto convincente :)...

@Anthea. Grazie per il tuo commento e benvenuta. Sono d'accordo con te, Jane Eyre è un libro dalle mille possibilità... e, in generale, penso che le sorelle Bronte siano state grandi!

Amos Gitai ha detto...

Augurandoti un buon Natale e un felice anno nuovo, invito te e i tuoi visitatori a votare i migliori film e attori del 2011. Come blogger di cinema, ti ricordo di votare anche nella sezione apposita.

I MIGLIORI FILM DEL 2011