lunedì 29 dicembre 2008

Il diario di A.d.A - pt. 1

A.d.A è il mio nome e credo di essere un prodotto alieno di questo strano mondo.
Ci sono troppe regole da rispettare e troppe persone da non disturbare.
Un giorno A.d.A, che è il mio nome, ha capito che chiunque, chiunque, ma davvero chiunque, ha qualcosa che lo disturba.
Così A.d.A ha capito di disturbare tantissimo e si è ritirata in una stanzetta.
A.d.A è il mio nome; vivo in una stanzetta al quarto piano di un palazzetto. Non parlo con nessuno, non esco mai, getto giù il cestino dei viveri che scende sempre vuoto e ogni tanto torna su pieno. Non ho cani, nè gatti, nè camaleonti, nè serpenti, sì forse qualche serpente sì, striscia fuori ogni tanto, ma fugge subito via.
Ho da poco allacciato il telefono. Ma non squilla mai!
Guardo per ore ed ore la mia posta elettronica.... forse qualcuno si sbaglia e mi scrive! Ma no, proprio niente... non scrive nessuno. Solo una volta, ho aperto la mail proveniente da una banca. Tanto non ho conti correnti nè soldi da farmi rubare.
Giro tutto il giorno per questa stanzetta stile antico, stile liberty, stile casa di campagna con i mobili ammassati alla bell'e meglio e continuo a girare, con una vestaglia di lana arancione che mi sta lunga lunga; con la vestaglia spazzo il pavimento, così non compro scope nè pattumiere; sopra alla vestaglia ci ho cucito il mio nome: A.d.A.
Cammino scalza, ho solo i calzettoni di spugna. Che poi rotolano giù, perdono l'elastico e io non ho più voglia di tirarli su! Ci sto giorni e giorni, così! Tanto non mi vede nessuno.
Siccome non ricevo posta ordinaria, nè mi chiedono la retta condominiale, nè è mai passato un rappresentante di aspirapolveri, sulla porta ho inciso A.d.A e forse per questo nessuno bussa...
Non ricordo molto di questo stupido pazzo mondo. Ricordo solo qualcosina. Sì, sì, sono un prodotto alieno. Ne sono sicura. Sono figlia di Sirio e di Orione, o di qualche costellazione sconosciuta, di quelle a cui ancora gli uomini non hanno dato un nome.
Ma...

Toc toc Sbam sbam, chi va là?
Non ci credo. un suono mai sentito. bussano alla porta e il mio cuore rimane tramortito.
Drin drin Bum bum, chi mai sarà?

3 commenti:

Alessandro ha detto...

Ehi, non puoi lasciarci così!!!! Aspettiamo il resto di qauesto racconto che promette mooooolto bene!! Sei grande!!!!

Veronica ha detto...

certo che vi lascio così...
si può scrivere solo se si ha da dire qualcosa di intelligente e se lo si può dire in modo un po' vario...
eh eh :)
grazie mille comunque!

Jester ha detto...

A.d.A me la immagino allampanata, filiforme, occhi sgranati ma tristi, pelle lunare, personalità trasparente, spalle strette, capelli corvini e sparati, taciturna...D'altronde, da sola in quel piccolo appartamentino, con chi parla?
Sono curioso di vedere chi c'è dietro la porta...