venerdì 27 dicembre 2013

I sogni segreti di Walter Mitty

Titolo originale: The secret life of Walter Mitty - Anno: 2013 - Nazionalità: USA - Genere: Commedia/Sentimentale - Regia: Ben Stiller

La vita è un percorso tortuoso, difficile da interpretare. Dobbiamo essere avventurosi o rintanarci nel nostro nido? Nessuno ha la risposta giusta. Ma, molto probabilmente, la vita è un mix perfetto di entrambi i comportamenti. Vedere il mondo e fare cose pericolose è ciò a cui tutti ambiscono, per apparire belli agli altri o semplicemente per dire di aver vissuto davvero. Ma pochi sanno guardare bene oltre i muri. E meno ancora hanno la sensibilità per ritrovarsi, avvicinarsi e sentirsi. La vita è questo: un viaggio intorno al mondo che riconduce a noi; la consapevolezza che solo dentro di noi e nella persona che amiamo possiamo trovare tutte le risposte alla nostra esistenza.

To see the world, things dangerous to come to, to see behind walls. Draw closer, to find each other and to feel. That is the purpose of life

È questo il motto che campeggia all'ingresso degli uffici di Life, il magazine per cui lavora come archivista fotografico Walter Mitty (Ben Stiller). Walter ha una vita reale apparentemente insignificante: ma la sua vita segreta è piena di sorprese. Walter, infatti, ogni tanto si incanta a immaginare ciò che potrebbe fare, ciò che potrebbe essere e il mondo mirabolante che potrebbe plasmare. E nelle sue fantasie è sempre il supereroe della sua vita. Ma ora Walter ha un problema reale. Life sta per diventare completamente digitale: sì, perderà la produzione cartacea e, con essa, perderà anche risorse umane, cioè persone. La Life digitale perderà un po' di carne e sudore, un po' di parole dette e non solo scritte per e-mail e un po' di sentimenti. L'ultimo numero cartaceo dovrà essere celebrato con una copertina particolare: il negativo 25 inviato dal fotografo Sean O'Connell (Sean Penn). Ma del negativo 25, in redazione, non vi è traccia. Così, il pacato, timido e chiuso in se stesso Walter Mitty sarà costretto a prendere uno zaino da viaggio e ad attraversare il mondo per ritrovare il negativo. Non può più permettersi di sognare, deve agire.
Inizia un viaggio per lande desolate e bellissime, attraverso mari, monti, ghiacci, pianure, vulcani e rocce. Un viaggio che è attorno al mondo ma che è soprattutto dentro il mondo, il mondo interiore di Walter.



Ben Stiller stupisce per la maestria con cui ha calibrato tutti gli elementi del film. Non solo lo ha diretto, ma si è diretto in quanto protagonista della storia. Ha saputo alternare bene i momenti reali con quelli fantastici, utilizzando due registri diversi ma in qualche modo complementari, riuscendo a confondere le acque e a inserire in maniera indolore i momenti sognanti in quelli reali; si è fermato ad un passo dal kitsch nel momento in cui i sogni di Walter diventavano oltremodo surreali ed esagerati e ha saputo - soprattutto - controllare la sua recitazione. Conosciamo Stiller come attore comico, ma qui la commedia lascia spazio alla malinconia e il buon Ben si fa spesso attore drammatico, sorprendentemente consapevole di ogni gesto e di ogni singola espressione.
Gli effetti speciali abbondano, è vero: ma Stiller preferisce puntare su altro e cioè sull'effetto "speciale" e realistico della Natura: le ampie panoramiche su territori sterminati, tra la Groenlandia, l'Islanda e l'Himalaya, sono le vere sorprese visive del film, accompagnate da una scelta musicale degna di nota, lirica ed emozionante (su tutti i pezzi scelti spicca il gruppo islandese degli of Monsters and Men).
I cinque minuti dedicati a Sean Penn sono i più toccanti del film: Penn buca lo schermo e ci regala una lezione sulle non-foto e su certe scelte che noi, in un periodo di troppe immagini, non dovremmo mai dimenticare.



Ad un breve racconto del 1939, Stiller aggiunge notevoli elementi della modernità: la crisi economica e la digitalizzazione del lavoro; i social network che, chiaramente, non sono la vita, sono solo un suo pallido se non falso riflesso, un mettersi in vetrina per piacere agli altri fuggendo da se stessi; e la digitalizzazione del cinema. La perdita di contatto con la pellicola. La storia del cinema. Stiller fa continui omaggi ai grandi nomi del passato e si diletta a giocare con citazioni da pellicole del presente. Insomma: quello di Ben Stiller è un essere qui e oggi con moderazione, abbracciando le novità con la giusta misura, metabolizzandole a poco a poco senza mai dimenticare ciò che il breve e recentissimo passato della storia del cinema e delle comunicazioni ci ha insegnato.

Un film grandioso e di ampio respiro che ci dice che, in fondo, tutto quello che cerchiamo di pericoloso e avventuroso nella vita ce lo abbiamo in tasca. Come quando andiamo al cinema: ci sediamo in sala e viviamo per due ore un'avventura altrui che, però, svela sempre qualcosa di noi stessi. E la cosa più grande che possiamo fare è proprio affrontare noi stessi. Sfidarci. Conoscerci, anche e soprattutto attraverso l'altro. È questo il viaggio più difficile per l'animo umano.  

5 commenti:

Rose Mel ha detto...

Bellissima la recensione. Volevo vedere questo film, perché ho visto il trailer e la storia mi intrigava! Lo guarderò al più presto di sicuro :)

Alberto Scapini ha detto...

Ho visto il film ieri sera. Davvero complimenti per la recensione!!

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Mi incuriosiva, sono contenta che ti sia piaciuto, mi spinge ancora di più a vederlo. E' bello il tema dei sogni ad occhi aperti!

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Cara Vero, io e Paolino ieri sera volevamo andare al cinema ma eravamo indecisi su cosa vedere, così io mi sono ricordata della tua recensione... e ho optato per "I sogni segreti di Walter Mitty"!
Mi è piaciuto tantissimo! Il viaggio di Walter è appassionante, mi sembrava di essere lì con lui, e tutti i personaggi erano azzeccatissimi... e Sean Penn, poi!! Indescrivibile!

Veronica Mondelli ha detto...

Cara Vele, sono contenta che il film ti sia piaciuto! Molto sottovalutato e forse anche poco visto, ma secondo me è un film incredibile! Il personaggio di Sean Penn poi è unico, meraviglioso. Pochi minuti ma buca letteralmente lo schermo! :)