venerdì 10 dicembre 2010

(RI)PROIEZIONI NOTTURNE - Blade Runner

Stavolta ho visto una versione di Blade Runner che non avevo mai visto, quella del 2007, la Final Cut.

Vorrei enucleare solo alcuni punti, perché le parole non bastano a esprimere tutta la potente bellezza di questo film.


Ricordo che, proposto nell'ambito di un progetto, Blade Runner mi fu bocciato; dovevo analizzare un film che avesse le caratteristiche del postmoderno o del postclassico e Blade Runner non le aveva: era "solo" un film classico. Senza entrare troppo nella questione, si può dire che, sì, fondamentalmente la storia è classica, ma il postmoderno c'è. È nella composizione dell'immagine; ed è nell'esperienza che essa sa far vivere.

Blade Runner avvolge, è una sorta di film-concerto (per Jullier è il film dell'hic et nunc, quello che vive di vita propria, che ingloba lo spettatore con tecnologie e suoni mai visti e sentiti). Ogni senso è stimolato fino a sprigionarsi prepotentemente nel cervello.

Blade Runner è UDITO: il suono rimbombante, la musica potente, le battute epiche distillate con sapienza.

E Blade Runner è VISTA: e non lo è solo per la continua messa in scena dell'occhio. L'occhio, in sé, è soltanto un riflesso, una ripetizione di ciò che il film rappresenta. È l'occhio dello spettatore ad essere stimolato grazie ad una composizione formale precisa, ieratica, elegante, perfetta. Blade Runner è luci, luci di tutti i colori, luci che abbagliano, stordiscono, incantano. Luci che si agitano ritmicamente, che costruiscono lo spazio, che orchestrano i movimenti.

Luci che creano. E ombre che distruggono. Blade Runner è anche foschia, fumo, fuochi, nebbia: è offuscamento. Il nostro occhio è continuamente sovraeccitato per essere allo stesso tempo ricacciato nell'ombra, in ciò che è difficile se non impossibile da vedere. Del resto, noi spettatori non siamo replicanti. Noi... noi non ne abbiamo viste cose che non potremmo neanche immaginarci. Noi vediamo e basta e spesso neanche diamo importanza a ciò che guardiamo. L'unico strumento che sublima la capacità di vedere e che dà importanza al visibile è il CINEMA.

Il cinema replica le immagini, riproduce il visto.

E così, ecco che tutti gli occhi costantemente inscenati nel film, occhi avulsi dalla persona, occhi strappati, occhi ciechi, occhi artificiali e occhi di bambola, trovano la loro summa, la loro ragion d'essere nel protagonista assoluto del film: Roy Batty. Come non amare la perfezione drammatica e lirica del replicante? Il replicante ha un'anima: anzi, forse non ce l'ha proprio. Il replicante – nudo, bagnato, sanguinante – vive tutto sulla sua pelle e per questo sente e sa. È la sua meravigliosa poesia finale che dà senso a tutto:


Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo…
Come lacrime nella pioggia.

È tempo di morire…”


Vedere è vivere. Chiusi gli occhi, non esiste più nulla. Il cinema vede, il cinema vive e ci fa vivere. Il cinema, pur essendo una macchina, ci restituisce il senso profondo, lirico, drammatico, folle, mitico, semplice ed emozionale della vita.

Mai come in questo caso forma e contenuto (se mai il contenuto esiste) coincidono. E probabilmente, mai come in Blade Runner, Scott ha dato prova di una coscienza formale così elevata.

7 commenti:

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

L'unica volta che l'ho visto l'ho affrontato con uno spirito talmente superficiale che ho colto veramente poco, poche addirittura le scene che ricordo, e me ne vergogno. Ma me lo tengo buono per il mio prossimo movie-revival personale, perchè sono sicuro che ne godrò. Grazie per avermelo ricordato.

Veronica Mondelli ha detto...

Ad essere sincera, nonostante abbia visto Blade Runner più volte, ogni volta mi accorgo di aver dimenticato molte scene. Io credo che ciò sia ad imputare al fatto che la composizione dell'inquadratura è molto complessa, così complessa che un'occhiata fugace non basta.

Jester ha detto...

Blade Runner è quanto di più bello io possa aver mai visto su uno schermo.
Solo pensare alla storia, ai personaggi, alle ambientazioni... parole e immagini che trascinano via da questo mondo e ti portano nella meraviglia.
Ringrazierò eternamente Ridley Scott.

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

Torno sul post solo per farti sinceri Auguri di un Felice Natale, carico d'energia come la tua passione per il buon cinema. Ciao.

Veronica Mondelli ha detto...

@Jester: se ho capito chi sei, so benissimo che sei un estimatore di Blade Runner ;).

@Doctor Peter: tantissimi auguri anche a te!! Grazie per essere passato di qui!

Mari da solcare ha detto...

Ciao, Veronica: è un piacere leggerti! Sono abbastanza appassionata di cinema, ma non possiedo il tuo sguardo così penetrante e acuto. Blade Runner è stato tante volte magnificato da mio figlio... E ora, così appassionatamente, anche da te. E' ora di vederlo!
Buon Natale.

Veronica Mondelli ha detto...

@Mari da solcare

Grazie per essere passata di qui e aver lasciato un commento!
Blade Runner merita moltissimo e spero tanto che tu lo veda presto.
Buon Natale anche a te!