venerdì 18 aprile 2014

GANGSTA.


Questa è una di quelle storie che, seppur piene di imperfezioni, sa comunicarti qualcosa. È di quelle che divide la tua mente tra il critico, il creativo e il bambino – e vince il bambino, c'è poco da fare. C'è poco da fare perché ogni tanto bisogna spogliarsi dell'atteggiamento del critico, ogni tanto occorre divertirsi e basta, ogni tanto è necessario divertirsi con quella schiettezza che hanno solo i bambini – e che ti porta a tanto così dall'atteggiamento del creativo.
Insomma, è proprio come quando si gioca. Il tuo modo di giocare incontra il modo di giocare di qualcun altro. Il tuo modo di intendere determinate tensioni ludiche incontra quello di qualcun altro. Abbiamo incontrato quello di Kosuke. E con Kosuke abbiamo iniziato a giocare, tanto che cinque tankobon sono stati risucchiati in appena una settimana di lettura.



Ebbene. Kosuke inventa una storia molto vicina, per certi concetti, a quella di Blade Runner. Poi la esagera. Esagera continuamente e va non dove la porterebbe una sana costruzione narrativa, ma dove la conduce il gioco a cui sta giocando. Insomma, ci sono questi Twilight che possiedono capacità sovrumane e che si distinguono dai normali umani solo perché portano al collo delle targhette che ne indicano il grado di forza. Ad un certo punto, qualcuno decide di eliminarli tutti, questi uomini-crepuscolo, così chiamati perché le loro aspettative di vita non superano i trent'anni. E fino a qui ci sono tante affinità con i replicanti di Scott.
Poi, ecco che il paradosso comincia a farsi strada.
Esiste una città-ghetto, meglio, una città-carcere, chiamata Ergastulum. Qui devono vivere i Twilight, da qui non possono uscire, pena la morte. Ma ad Ergastulum vivono anche potenti famiglie mafiose, gilde di mercenari, piccoli criminali, vagabondi e prostitute. Tutto il peggio del peggio dell'umanità. Nella guerra tra famiglie e gilde, ecco muoversi i nostri due protagonisti, Nicolas Brown e Worick Arcangelo. Sono due Benriya, cioè due tuttofare, due sicari neutri che di volta in volta vengono assoldati per fare strage ed eliminare pericolose tracce. Tra di loro, c'è Alex Benedetto, una giovane ex-prostituta, raccolta dai Benriya come bottino di guerra e assunta come segretaria per i due tuttofare. Worick è un uomo (almeno all'apparenza) normale, tormentato da un passato drammatico; è di una bellezza nobile e, amato da tutte le donne, arrotonda lo stipendio facendo il gigolò; uccide a sangue freddo col suo silenziatore ed è affetto da ipertimesia – memorizza tutto e oltre in pochissimo tempo.

Nicolas, invece, normale non è. È nato da genitori Twilight e – ecco dove conducono i giochi, talvolta – tutti i Twilight compensano la loro forza sovrumana con un handicap. L'handicap può essere psicologico o fisico: Nicolas è sordo. A volte tira fuori qualche parola dai suoni sgraziati, ma comunica soprattutto col linguaggio dei segni.
Con Nicolas potrebbe finire il fumetto, tanto è bella e sfaccettata la sua figura. Grandi mani, bassa statura, pelle e ossa, ex mercenario, ex soldato-bambino: è un personaggio enigmatico, violento, cattivissimo eppure – lo si vede – buono. Noi lettori filtriamo quasi tutto con gli occhi attoniti di Alex e tramite lei cerchiamo di comprendere il mistero di un uomo complicato e sfuggente: Nic è un Twilight, ma è fortunato perché ha già raggiunto i trentaquattro anni; maneggia con spaventosa maestria una katana; ha il corpo ricoperto di ferite e cicatrici (e qualcuna deve avercela pure dentro); è chiuso e per certi versi tenero ma non esita a torturare le proprie vittime, sguazzando nel sangue come un pesce in mare aperto. E, poi, ciliegina sulla torta, è un tossico: fa continuo uso di Celebre, una droga necessaria ai Twilight per sopperire alle proprie carenze e per non avvertire dolore o fatica.

La trama a volte fa acqua da tutte le parti. A volte si tira su con guizzi sorprendenti. Altre volte regala delle chicche davvero invidiabili – perché nel montare le scene Kosuke ha talento. Ma, soprattutto, Kosuke sembra seguire completamente la sua voglia di giocare. Negli ultimi capitoli ha aggiunto personaggi su personaggi, mettendo in ombra – e questo non glielo perdonerò mai – proprio Nicolas, personaggio raro e sinora ben costruito che, tuttavia, ha ancora possibilità inesplorate.
Comprendo bene che l'autrice stia ancora tessendo la trama e che cinque volumi siano poca cosa per discutere di pregi e difetti. Ma ho fiducia: perché se Kosuke ad un certo punto saprà fermarsi, avrà tutte le carte in regola per approfondire e per dar vita ad una storia gangster-distopica di grande impatto.

Il punto è che Kosuke ha uno stile molto maturo. Credo che Gangsta. sia opera prima, quindi la cosa sbalordisce ancora di più. Molti fumettisti iniziano in modo acerbo e migliorano strada facendo all'interno dello stesso lavoro. Qua, già alle prime vignette, Kosuke regala personaggi anatomicamente ben definiti, caratterizzati da un tratto veloce, quasi fulmineo, eppure dotati di profondità e movimento verosimili. E poi, come già accennato, ciò che colpisce è il montaggio. Kosuke non ci regala mai una sequenza intera e completa. Salta da una parte all'altra, dandoci il senso dello scorrere parallelo del tempo; talvolta parte dalla fine per tornare poi all'inizio e mostrarci come due diverse scene hanno saputo incrociarsi. Sui flashback spadroneggia: ce li presenta dapprima come sogni di cui si ha poca memoria, poi come frammenti, poi ancora unisce due frammenti, poi ci presenta il flashback per intero ma si interrompe sul più bello e, se ci mostra tutto, decide di lasciare oscure molte cose. Per quanto riguarda la narrazione dal punto di vista di Nicolas – che è sordo, non parla ma comunque pensa – Kosuke abbandona i balloon e realizza sequenze mute, in cui occorre solo guardare – e guardare attentamente – quello che accade. Specie nelle scene che riguardano Nicolas e Veronica (una misteriosa ragazza di cui ancora poco si sa), Kosuke dà il meglio di sé, mostrando poche immagini forti e lasciando al lettore il compito di tirare le somme.

L'altro elemento che dà valore a questa storia strampalata, elemento ben calibrato dall'autrice, è il rapporto tra Alex, Nicolas e Worick. Alex parla, scherza e litiga con Worick. Ma è incuriosita e attratta da Nicolas. I due sono uniti da un vettore, uniti strettamente, eppure tenuti lontani dalla sordità e dalla violenza di Nicolas, che cammina sempre due passi avanti ad Alex e teme a stare nella stessa stanza con lei; eppure Nicolas non esita a donarle il suo fazzoletto per pulirsi il sangue dalla faccia, non esita a uccidere e torturare il suo vecchio protettore, non esita a dire “è la mia donna!” purché tutti smettano di insultarla e non esita ad abbracciarla, in un abbraccio che segna, al contempo, la vicinanza e la lontananza tra i due. La sequenza che meglio indica questo rapporto è quella in cui Alex se ne sta da sola, ad una festa e, contemporaneamente, altrove, Nic se ne va in giro ad assassinare e salvare altri Twilight come lui: il tutto in un montaggio alternato, impreziosito dal solo commento “sonoro” di Stand By Me che riempie la festa.

Il punto, in definitiva, è questo: da un lato c'è il gioco, quello che porta Kosuke ad esagerare tutto, dall'altro c'è la scelta di dinamiche che fanno ampiamente parte dell'immaginario dello spettatore e che qui appaiono ben affinate. Kosuke può fare ancora moltissimo: può continuare a giocare, limando sempre di più il gioco con la maturità sorprendente di certe sue trovate.  

4 commenti:

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Mi hanno colpito le contraddizioni di questo fumetto... la trama che a volte fa acqua da tutte le parti, e a volte invece è matura, per esempio. Ma capisco cosa vuoi dire. Spesso nelle opere così sopra le righe si corre il rischio di stare al limite tra questi due opposti. Ma lo stai leggendo in italiano? E da quale casa editrice è edito?

Veronica Mondelli ha detto...

L'ho letto in inglese, in Italia purtroppo non è ancora edito. Sono stati tradotti solo 25 capitoli. So però che l'autrice è andata avanti col lavoro e non vedo l'ora di leggere la traduzione (mi sono proprio fermata sul più bello!).

Anonimo ha detto...

Vele, l'opera è pubblicata in Italia da Panini comics.
Da aprile.

I miei migliori saluti
Tristam Strauss

Veronica Mondelli ha detto...

Grazie per l'info, Tristam! Sto vedendo proprio ora che il primo volume sarà disponibile dal 2 maggio! Finora mon ero riuscita a trovare nulla... Trovo molto strano che arrivati alla.seconda pagina di ricerca, Google non indicizzii il link della Panini. Sono dovuta andare sul sito Panini e trovare l'albo solo inserendo i termini nella stringa di ricerca... -_-