lunedì 23 maggio 2011

Pirati, oltre ogni confine

Pirata è sinonimo di artista. Di creativo, di creatore, di onnipotente e di dio.

Non è un'esagerazione.

Il pirata vuole dominare i mari. Il pirata crea la sua fama, plasmandola attraverso parole e gesti tanto improvvisati, quanto plateali e calcolati.

Il pirata è ricorsivo.

Non ha mai un punto di approdo, è il viaggio che conta. La fine di un'avventura coincide con l'inizio di una nuova e più esaltante. Il pirata non si stanca mai. Cerca sempre.

E può mettere fine alla sua avventura solo in un modo: con una morte epica, che possa brillare nella storia e nel mito.


Il pirata vive nel tra, perché vive sul e nel mare. I porti sono solo brevi momenti di stasi. Quanto è bello e pericoloso il mare? Cosa nasconde il mare, quanto è profondo? Più lo esplora e più il pirata comprende che intorno a sé l'inesplorato non si esaurisce mai. Più conosce il mare e più rimane ammaliato dai suoi segreti. Il pirata lotta e non può mai stancarsi. Si riempie del vento e della tempesta. S'inonda gli occhi del tramonto e poi delle tenebre, che s'incontrano con lo spumeggiare del mare notturno e lasciano quel brivido, sì, il brivido delle avventure nascoste.


Il pirata passa la sua vita a farne un'opera d'arte. È la lotta che conta, è l'andare contro ogni regola imposta, anche contro le regole della stessa pirateria. Un cappello in testa, la spada in mano, un urlo alla sua nave e un po' di mare in petto. L'orizzonte lontano, irraggiungibile. E l'irraggiungibile lo eccita, perché sarà proprio sfidandolo che la sua fama sarà infinita e immortale.


Ma nonostante il peso delle sue azioni e dei suoi pensieri, il pirata fa tutto per gioco. La sua vita è un gioco, come è il modo leggero e ludico con cui l'affronta.

È il gioco ciò che lo stimola di più e giocare è come essere bambini.


Gli artisti non smettono mai di giocare. Dentro di loro la fase infantile ludica non retrocede. Non può che avanzare e diventare sempre più complessa e sempre più misteriosa. Quel gioco, poi, è l'avventura della vita, quella che non stanca, che si percorre, finisce e ricomincia da capo ogni volta. Con quel brivido, sì, il brivido delle avventure nascoste. Andrà bene o andrà male, quel gioco può durare anche solo un secondo, il tempo di una cannonata o di una parola, ma sarà il secondo più intenso mai vissuto.


Sì, perché quel gioco, quel gioco piratesco, vuol dire semplicemente vivere la vita senza perderne un istante, senza farla mai scivolare via. Vento negli occhi, sole sulla pelle, corde tra le mani, mare in petto, tra tempesta, calma piatta, luce sfolgorante e tenebra luminescente sulla spuma di un silenzio fragoroso.


Il pirata e l'artista non perdono un particolare.


Questo l'ho sempre pensato, ma l'ho capito a fondo osservando il modo in cui Long John Silver ha diretto la sua vita come il più impeccabile dei maestri d'orchestra. E ieri sera, al cinema, ho solo trovato conferma ai miei pensieri. Non importa quanti film facciano sui pirati dei Caraibi o quanto si somiglino tra loro le storie, la ricorsività è insita nel pirata e nell'avventura di ogni vita che sia cosciente di sé.

7 commenti:

Doctor Peter and Mister Hook ha detto...

Mister Hook ringrazia per i bellissimi pensieri rivolti alla categoria, in cui si rispecchia alla grande. Aggiungerebbe solo: «Pirati si nasce, non si diventa»

Mari da solcare ha detto...

Bel post. Scritto benissimo, complimenti! A differenza di Mr.Hook, molte paure mi inibiscono un approccio "piratesco" alla vita. Spero di trovare un equilibrio tra desiderio di porti tranquilli e voglia di ...mari da solcare.

Veronica Mondelli ha detto...

Mister Hook, è vero, pirati si nasce, ma non solo, pirati si E'!

Mari da solcare, per me vale lo stesso, cerco sempre di equilibrare le due cose, e pur aspirando alla tranquillità dentro mi sento profondamente pirata!

Grazie ad entrambi di essere passati di qua.

sqwerez ha detto...

"è il viaggio che conta"... questo è!

Veronica Mondelli ha detto...

Grazie per il tuo commento, sqwerez! Benvenuto!

Anonimo ha detto...

Volendo restare in tema di cinema piratesco, ti consiglio di recuperare la visione dei Pirati di Roman Polanski.
Il film non è di semplice reperibilità a causa del flop sonoro che fu al botteghino di quegli anni ma, se si è in cerca d’avventure marinare di pirati e vascelli, posso assicurare ch’è un vero toccasana.
Il Capitano Thomas Bartolomeo Red reso da Walter Matthau è per me un personaggio cinematografico memorabile.

I miei migliori saluti
Tristam Strauss

Veronica Mondelli ha detto...

Recupererò la visione di sicuro. Cerco di guardare tutto ciò che è "piratesco"... Grazie!!