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Salvezza

  C’è una cosa che mi sconquassa più di ogni altra, che mi spacca e mi attraversa come se non avessi protezioni: quando incontriamo gli altri per davvero.  Nessuna facciata, nessun bisogno di doversi coprire dietro frasi di convenienza, regole sociali, saluti affettati, situazioni per cui metter su una maschera: e fare battute - e essere divertenti - e essere socievoli per forza - anche quando non si ha proprio niente da dire. Perché sì, diciamolo, non c’è sempre bisogno di parlare e dire cose, a volte si può stare in silenzio e stare bene uguale. No? Ricordo, appena entrata nella pre adolescenza, quelle situazioni sociali in cui occorreva per forza dover parlare. Spesso venivo presa in giro perché stavo sempre zitta - non sapevano che, magari, non avessi niente da dire; non sapevano che, magari, mi piaceva semplicemente ascoltare; non sapevano che, forse, stavo catturando tutto quello che avveniva attorno a me; non sapevano che, a volte, quel che dicevano gli altri mi portava...

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